Affondo sull'appalto in corso «Ospedale, sperpero di soldi»

VILLAFRANCA. L'esponente del Pd critica gli interventi durante il dibattito in Regione sul buco finanziario della sanità
Bonfante attacca le parole di Zaia sulle chiusure delle strutture «Resterà aperto solo il Magalini e sarà un luogo di cura di serie C»
16/10/2010
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L'ingresso dell'ospedale Magalini a Villafranca FOTO PECORA

Il dibattito in Regione sul buco nella sanità veneta si allarga al nuovo polo che sorgerà dall'ampliamento del Magalini. Mentre si stanno completando le operazioni per l'assegnazione dell'appalto, da 40 milioni di euro, destinato all'allargamento dell'edificio sanitario villafranchese, a Venezia si dibatte sull'utilità o meno dell'avvio dei lavori, in vista della prospettata chiusura degli ospedali in eccesso.
Durante e dopo la riunione del Consiglio regionale, in cui è stato affrontato il tema del deficit del sistema sanitario veneto, Franco Bonfante, vicepresidente del Consiglio regionale ed esponente del Partito democratico (Pd), ha lanciato una provocazione, tornando a caldeggiare l'ipotesi di un nuovo polo unico dell'ovest veronese. Bonfante ha spiegato: «Stando alle dichiarazioni in aula fatte dal presidente Luca Zaia, che ha detto: "Chiuderemo ospedali" e dal presidente della commissione sanità Leonardo Padrin, che ha affermato: "Tra Bussolengo e Villafranca uno dei due ospedali chiuderà", in poco tempo l'area dell'ovest veronese si ridurrà ad avere un solo ospedale».
Bonfante ha chiesto: «Se la strategia dell'amministrazione regionale era questa perché, fino ad oggi, sono state sprecate montagne di soldi da parte del governo Zaia di centrodestra? E non si è voluto investire subito in un polo unico ad alta tecnologia?». Bonfante, in aula, aveva osservato che la Regione, stando così le cose, non ha fatto nulla per intervenire sull'appalto in corso al Magalini.
«Per quanto riguarda l'area di competenza dell'Ulss 22 la situazione è a dir poco caotica», ha evidenziato, «e, oltre a quello già attivo a Bussolengo, siamo in fase di costruzione dell'ospedale di Villafranca, con un appalto di 40 milioni di euro, per il quale sono state appena aperte le buste, soldi cui si aggiungono altre spese già effettuate. C'è inoltre l'ospedale di Isola della Scala, che verrà chiuso una volta completato il nosocomio di Villafranca».
Per l'esponente del centrosinistra la radice di tutti i problemi è nel centrodestra. «Il problema vero è che per colpa dei localismi della Lega», ha proseguito, «e dei piccoli interessi di bottega del Popolo della libertà (Pdl), non si è mai proceduto sulla strada del polo unico». Secondo Bonfante il nuovo ospedale dovrà essere posizionato in «una zona di facile raggiungibilità da parte dell'utenza dell'Ulss 22, di alta qualità e dotato di almeno 300 posti letto. Caratteristiche, queste, che lo avrebbero reso assolutamente competitivo anche rispetto agli ospedali privati».
Il vicepresidente giudica con severità le scelte sanitarie seguite fino adesso dagli amministratori. «Se pensiamo che per le strutture di Bussolengo e Villafranca sono stati spesi oltre 150 milioni di euro», ha rimarcato, «e che ad oggi nessuno di questi ospedali, compreso quello di Isola della Scala, garantisce un servizio qualitativamente di eccellenza, siamo di fronte a uno sperpero inaudito».
Bonfante prevede un futuro incerto per il nuovo polo del Magalini, se non ci saranno cambiamenti di rotta nella politica della Regione.
«È evidente», ha sottolineato, «quale sarà l'esito di questa operazione: appena concluso l'ospedale villafranchese, chiuderà quello di Isola della Scala, mentre sarà fatta morire nel giro di qualche anno la struttura di Bussolengo. Col risultato che rimarrà un solo ospedale, a Villafranca, con circa 200 posti letto, e con servizi di serie C». L'esponente del Pd rilancia: «Un polo unico, invece, avrebbe evitato questi sprechi, e offerto ai cittadini una sanità all'avanguardia. Ora si capisce come mai si è arrivati, nel Veneto, ad un buco di un miliardo di euro».

Fabio Tomelleri