Antibiotici ai bambini malati? Ecco come migliorarne l'uso

ULSS 20. Sabato si svolge al Fracastoro di San Bonifacio un convegno regionale sulle prescrizioni in pediatria
I nuovi percorsi regionali di diagnosi e terapia diminuiscono e rendono più mirato l'utilizzo del farmaco che sconfigge i batteri
02/09/2010
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Un uso eccessivo degli antibiotici è controproducente e dannoso

Quando un bambino si ammala, che sia un semplice raffreddore o una malattia infettiva, ogni genitore vorrebbe trovare subito la medicina che lo guarisca all'istante.
Spesso però l'ansia è una cattiva consigliera tanto che spinge molte mamme e papà a chiedere al proprio pediatra la prescrizione di antibiotici e altri farmaci. Secondo uno studio recente, infatti, se il genitore si attende dal medico l'antibiotico, c'è una probabilità tre volte maggiore che il medico lo prescriva.
Di queste tendenze e di molti altri sviluppi nell'ambito della terapia pediatrica se ne parlerà sabato, alle 9, nella sala conferenze dell'ospedale Fracastoro di San Bonifacio, nel corso del convegno regionale: «Prescrizioni di antibiotici in pediatria, si può migliorare?».
L'incontro, promosso dall'Unità di informazione sul farmaco del coordinamento regionale in collaborazione con l'Ulss 20 e l'azienda ospedaliera, tratterà la valutazione di un protocollo stilato dalla sanità veneta che riguarda percorsi di diagnosi e terapia nelle più comuni malattie dei bambini che ha portato a una diminuzione delle prescrizioni degli antibiotici nella regione. «Circa il 60-70 per cento delle patologie che colpiscono i più piccoli riguardano le infezioni alle alte vie respiratorie, molte delle quali non sono di natura batterica ma virale», spiega Michele Gangemi, pediatra dell'Ulss 20 e responsabile dell'Associazione culturale pediatri, «ciò significa che il bambino guarisce senza l'utilizzo di alcun antibiotico né di prodotti omeopatici».
Gangemi sottolinea che il progetto che definisce nuovi percorsi diagnostici e terapeutici delle patologie più frequenti che si riscontrano in pediatria, partito nel 2007, ha permesso di fare formazione a tappeto tra i professionisti del Veneto e di monitorare i cambiamenti reali nell'impiego delle medicine. Gangemi precisa: «La spesa farmaceutica in ambito pediatrico è ridicola, si aggira sull'1,7 per cento della spesa complessiva, questi percorsi infatti non sono nati per una questione di costi, ma per approfondire l'utilizzo terapeutico specifico degli antibiotici nei bambini con l'unico obiettivo di migliorare la diagnosi e la cura».
Luigi Mezzalira, direttore del Servizio farmaceutico dell'Ulss 20 precisa: «Dal punto di vista farmaceutico infatti, questi progetti hanno permesso di accertare l'appropriatezza prescrittiva, cercando di aprire prospettive possibili e auspicabili sviluppi futuri con modelli che potranno quindi essere utilizzati anche in altri ambiti». E aggiunge: «Confrontando i dati del biennio relativo ai nuovi protocolli rispetto al precedente, risulta una riduzione delle prescrizione di antibiotici del 4 per cento e, confrontandoli con la media nazionale, si registra che il Veneto è sostanzialmente in linea ma con una tendenza alla diminuzione». Il monitoraggio del Servizio farmaceutico ha inoltre notato un utilizzo più virtuoso, tra i vari antibiotici, della amoxicillina, considerato dagli esperti il migliore per le patologie alle alte vie respiratorie.
«C'è ancora margine di miglioramento», chiarisce Gangemi, «per esempio si può ancora ottimizzare la diagnosi attraverso piccoli test e l'uso di antibiotici per le otiti, infine si possono includere nel percorso anche i medici dei pronto soccorso e incrementare la comunicazione con i genitori per migliorare la gestione dell'ansia». Un aspetto non indifferente del progetto riguarda l'efficacia degli antibiotici, un uso eccessivo di questi medicinali infatti sviluppa delle resistenze nei batteri rischiando quindi che al momento opportuno non funzionino a dovere.
Il convegno si concluderà con una tavola rotonda con proposte per dare nuovo impulso al percorso, molti infatti i relatori di peso ed esperienza in programma.© RIPRODUZIONE RISERVATA

Giorgia Cozzolino