Settimo, sarà pronta a marzo la casa famiglia di don Zocca

PESCANTINA. Si trova in una corte donata alla fondazione «L'Ancora» dai familiari del parroco di Santa Lucia
L'«Oasi di Gina ed Enrico», progetto sostenuto dal vescovo di Verona Zenti e dall'Ulss 22, accoglierà dodici persone
02/09/2010
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Don Renzo Zocca davanti alla casa di Settimo che sta per essere terminata. FOTO AMATO

La prossima primavera entrerà in funzione a Settimo di Pescantina l'Oasi Gina ed Enrico, l'opera sostenuta e promossa dalla fondazione L'Ancora onlus di don Renzo Zocca, attualmente parroco a Santa Lucia di Pescantina.
«L'opera è ormai quasi conclusa», spiega il parroco, «e sarà utilizzata secondo le priorità dei disagi che emergono dal territorio. Si inizierà dagli anziani che con difficoltà vivono nella loro casa, con alle spalle l'esperienza di otto anni del quartiere del Saval, per creare una casa famiglia di dodici persone, ognuna delle quali disporrà di una stanza singola con servizi annessi, ma con gli altri spazi comuni per creare relazione. Non ci sarà una retta predeterminata, ma si terrà conto delle condizioni economiche di ciascun ospite. L'opera fa parte di un progetto pastorale già collaudato: le persone dovranno cercare di vivere in questa comunità come in un villaggio dove i problemi di uno diventano i problemi di tutti, evangelicamente. È la terza gamba del tavolino: va bene il catechismo, va bene l'eucaristia, ma questa forza deve trasferirsi nel mettere al centro gli ultimi».
L'Oasi Gina ed Enrico sorge a Settimo, vicino alla chiesa, e nasce dalla trasformazione edilizia di una antica corte che la famiglia Zocca ha donato alla fondazione L'Ancora. Lo stabile preesistente, che occupava una superficie di 1.700 metri quadrati, è stato demolito. Al suo posto è sorto un edificio su tre lati, a corte, con un interrato per tutti i servizi; un piano terra con reception, due sale da pranzo, una grande cucina e una quarantina di stanze da letto con bagno; un primo piano con altre stanze e una piccola cappella centrale. Attorno e al centro del fabbricato una fascia di verde. Il progetto, curato dall'architetto Gilberto Meneghini, era stato approvato dal Consiglio comunale di Pescantina, è sostenuto con forza dal vescovo di Verona Giuseppe Zenti e viene monitorato e appoggiato anche dall'Ulss 22 di Bussolengo con la quale è in atto una collaborazione.
«Sento il dovere di trasmettere anche alle generazioni future», continua don Zocca, «quanto mi è stato dato dalla mia famiglia e dalla parrocchia dove sono stato educato e formato. Soltanto se noi mettiamo al centro i più bisognosi potremo far emergere una nuova possibilità di relazione autentica in senso cristiano ed umano. Specialmente in un periodo storico così complesso, credo che dare la possibilità ai giovani di fare esperienza e di sporcarsi le mani sia un fondamentale contributo alla crescita della nostra comunità».
Don Renzo Zocca, parroco di santa Lucia dal settembre del 2009 e nativo di Settimo, ha al suo attivo ormai più di quarant'anni di messa. È stato parroco al Saval, nel momento della fondazione della parrocchia e dell'espansione di quel quartiere di Verona. «In quella realtà», conclude, «a fronte di questioni gravissime come la disgregazione delle famiglie, i problemi giovanili connessi alla droga e la solitudine degli anziani, ho maturato questa "teologia del villaggio" come risposta possibile alla perdita di identità, ma anche come avvio concreto alla responsabilità». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lino Cattabianchi