La Lake Garda Marathon
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MALCESINE. Conto alla rovescia verso il 10 ottobre: sulla Gardesana chiusa centinaia di atleti in gara sui 42 chilometri. Il promotore Stefano Chelodi: «Pochi sponsor e tanti ostacoli ma l'idea di sposare sport e turismo sul lago va avanti»
02/09/2010
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Arrivo alla Lake Garda Marathon

Malcesine. Si correrà. A dispetto della crisi l'«International Lake Garda Marathon» torna sul Garda. Ed è la quarta volta. Sparo del via il 10 ottobre, a Limone; arrivo, dopo 42 chilometri e 195 metri a Malcesine, via Riva, Arco, Navene e Torbole. Gli iscriti sono già oltre quota mille. «Il grosso aspetta, come sempre l'ultimo momento», ammette Stefano Chelodi, patròn della gara che, con 15 milioni di contatti sul sito (www.lakegardamarathon.com), è già nell'Olimpo delle «classiche» italiane e internazionali.
Sarà una corsa senza barriere. «Diversamente Marathon», con il sostegno dell'Aidm di Roberto Bassi è non solo confermata ma mira a fare meglio dell'ottima edizione 2009. Atleti «normodotati» e «disabili» ancora una volta insieme, sulle Gardesane (occidentale e orientale) chiuse alle auto, sfidando il vento imprevedibile del Garda, per tagliare il traguardo a Malcesine.
«È un anno strano», spiega Chelodi. «Gli sponsor latitano, i troppi livelli dei poteri locali spesso confliggono e non riescono a capire e sostenere con convinzione un'idea semplice: spingere attraverso lo sport di alto livello e in un contesto unico, il turismo nel comprensorio del Garda». Intuizione semplice ma che ancora «fatica a fare breccia».
Il sostegno arriva dalla Provincia autonoma di Trento, dal Comune di Malcesine oltre che, per la «Diversamente», dall'impegno della Provincia di Verona, con l'assessore Ruggero Pozzani. «Abbiamo ridotto i "fronzoli", perché la crisi che, ora più che mai, le piccole imprese pagano non li avrebbero consentiti», dice Chelodi, pronto a scommettere comunque su un'edizione «da ricordare».
La barriera delle 32 nazioni partecipanti, a iscrizioni completate, potrebbe essere superata. E ci saranno, lungo il percorso, anche la musica e lo spettacolo che hanno fatto amare questa «LGM» (così ormai è nota) agli appassionati della corsa su lunga distanza. «Ci penalizza forse un po' la data», spiega il patròn, «decisa comunque dagli organismi sportivi nazionali e fuori dal nostro controllo».
La folla comunque ci sarà: gli atleti portano con sè familiari e amici, un prolungamento della stagione turistica oltre i termini canonici. «I manager internazionali con i quali sono in contatto mi confermano la bontà dell'idea», conferma Chelodi. «Io ancora sogno un sistema sportivo-turistico del Garda. E nel tempo, ne sono convinto, l'idea vincerà». Intanto si correrà. Con gli occhi al grigio della strada e all'azzurro del lago.© RIPRODUZIONE RISERVATA

Paolo Mozzo


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