Cascate di Molina inquinate da fanghi e residui di pietra

FUMANE. Il fenomeno si era già presentato in giugno e ora è tornato a evidenziarsi con gli ultimi acquazzoni
L'allarme è dato dai residenti di corte Veraghi: il timore è che si tratti di materiale derivante da lavorazioni in cava
01/09/2010

È allarme per l'acqua delle cascate di Molina, alimentata per la maggior parte dalla sorgente dei Veraghi, che si presenta fangosa. Lunedì pomeriggio, dopo un acquazzone di breve durata, l'acqua appariva grigia e torbida e lasciava sul fondo la tipica fanghiglia rosacea della lavorazione della pietra», afferma Giovanna Righetti, che abita in corte Veraghi: l'acqua della sorgente le scorre in giardino, quindi la può osservare minuto per minuto.
Una fanghiglia terribile, perché si cementa sul fondo del torrente e inibisce la vita di flora e fauna acquatica: se durasse, condannerebbe praticamente a morte le cascate, che ogni anno vengono visitate da circa ottantamila persone tra scolaresche e turisti. Il fenomeno, che era stato circoscritto un paio di anni fa, si è ripresentato inizialmente il 17 giugno alle 17 quando, a causa di materiale di risulta della lavorazione della pietra, l'acqua si presentava di colore grigiastro con la polvere rosata sul fondo; era poi tornato a presentarsi altre due volte a pochi giorni di distanza, poi a fine luglio e quindi il 30 agosto.
«Si sa, smaltire il materiale costa, meglio farlo abusivamente e gratis», ipotizza la signora Righetti. «Agosto è stato quest'anno particolarmente piovoso: le piogge improvvise e scroscianti sono state numerose; nonostante ciò, la sorgente Veraghi si presentava limpidissima. Lunedì scorso, dopo la pioggia pomeridiana, peraltro di breve durata, la sorgente era di color grigio, segno evidente della riapertura di cave e laboratori dopo il ferragosto».
«È impossibile non collegare le due cose», aggiunge il marito Silvio Borotto. «Ci rendiamo conto che il problema non è di facile soluzione, tuttavia non c'è dubbio che la situazione attuale è intollerabile. Da due anni avevamo acqua pulita, frutto di controlli pressanti di cave e laboratori da parte del Comune di Fumane a seguito di segnalazione di scarichi abusivi, ma ora ci risiamo. Mettere il fiato sul collo con i controlli ha funzionato almeno per un po'; chiediamo quindi l'intervento del Comune, affinché l'acqua torni cristallina e magari i colpevoli paghino. Noi, da cittadini, non ci stancheremo di vigilare e segnalare agli organi preposti questi atti di oltraggio a un ambiente unico».
A dare l'allarme per il grave pericolo che corre il Parco delle cascate non è soltanto la famiglia Borotto, scendono in campo anche la Pro loco e l'associazione Vivere Molina, che si stanno attivando per risolvere il problema e scoprire i responsabili.
«L'obiezione, apparentemente di buon senso, che si tratti di dilavamento in occasione delle piogge, non regge in quanto posso testimoniare che, nei due anni precedenti, la sorgente è sempre stata limpida a prescindere dalle precipitazioni, per quanto violente. È quindi evidente che qualche cavatore approfitta delle piogge per scaricare materiale abusivamente», continua la signora Righetti. «Ciò che ripetutamente avviene è vergognoso. Ci vuole un intervento deciso nei confronti di chi compie simili reati contando sull'impunità, utilizzando forse tubi sotterranei». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Giancarla Gallo