Servono soldi e un piano organico per il recupero
Carolina di Serego è amareggiata. La proprietaria di Corte Grande, che abita a Verona, sa che i problemi di degrado della più importante villa di Veronella continueranno ad aggravarsi, se non si interviene tempestivamente. Tuttavia confessa di non avere abbastanza fondi per procedere ad un restauro da sola. Mentre per la questione dello sgretolamento delle lapidi promette che provvederà quanto prima, per le barchesse palladiane non ha in programma particolari lavori di ripristino. «Non appena sono stata informata del crollo di una porzione della copertura, sono intervenuta con una ditta specializzata per la messa in sicurezza. Altro per ora non posso fare, se prima non ho un progetto organico di recupero complessivo della corte». Serego racconta di aver bussato a molte porte, compresa quella dell'Istituto regionale ville venete, ma di averle sempre trovate inesorabilmente chiuse. «Il problema principale è nel dare una destinazione d'uso alla corte, cosicché si possa procedere con un intervento organico», riferisce. «Sono aperta ai suggerimenti che mi possano aiutare a trovare la giusta soluzione per questa struttura così preziosa ma complessa da mantenere». Dall'amministrazione comunale purtroppo, Carolina di Serego sostiene di non aver mai ricevuto appoggio, bensì soltanto complicazioni.P.B.
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