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07.07.2010

Dagli Usa il coach estivo per il baseball junior

SAN MARTINO BUON ALBERGO. In campo Frank Pericolosi
L'allenatore lavora a Los Angeles ma per qualche mese riscopre la terra degli avi

Frank Pericolosi e Stefano Burato


 Frank Pericolosi e Stefano Burato
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Ha la faccia simpatica Frank Pericolosi, il nuovo allenatore americano di baseball del San Martino Baseball Junior. E anche se il suo cognome può sembrare "battagliero", lui è tutto il contrario. Vale a dire tranquillo e concentrato su quello che deve fare: insegnare baseball ai ragazzi del San Martino Junior sul diamante di Borgo della Vittoria. Al tutto si aggiunga che i suoi bisnonni sono originari di Brenzone sul lago di Garda e il quadro è completo.
Il San Martino Junior, come ogni anno, chiama per il periodo estivo un allenatore straniero per perfezionare la preparazione dei fondamentali del baseball e del softball. Dopo il periodo dei cubani ecco quello degli americani. Frank, 35 anni, insegna educazione fisica al Pomona College nell'area urbana di Los Angeles e alla sua età è il più giovane manager del circuito universitario. «Quando ho scoperto che i miei bisnonni sono partiti da Brenzone all'inizio del secolo scorso per cercare fortuna negli Stati Uniti, mi è subito venuto voglia di vedere i luoghi da dove sono partiti. L'Italia mi ha sempre affascinato, ma Verona in particolare appena la giri ti rapisce per non lasciarti più. E poi a me piace rimettermi in gioco ogni volta che posso», queste le sue parole, mentre con la coda dell'occhio controlla il movimento in prima base dei ragazzi dello Junior. «La mia vita è insegnare il baseball e come si è aperta una possibilità di venire a Verona non ci ho pensato due volte, così allo stesso tempo affino il mio italiano», dice ridendo l'allenatore americano. Entusiasta del nuovo coach anche Stefano Burato, presidente del San Martino Baseball Junior: «Con Frank i nostri ragazzi impareranno tutti i segreti del baseball. Il suo entusiasmo, la semplicità e l'umiltà con cui insegna sono coinvolgenti». Ma oltre all'aspetto sportivo, per Pericolosi c'è quello umano, mai da sottovalutare. «Qui a San Martino mi sento a casa. Sono bastati pochi minuti per entrare in sintonia con la società. Persone che amano il baseball come lo amo io. Da non sottovalutare, poi, l'aspetto sociale: vale a dire fare sport tenendo i ragazzi lontani dai pericoli della strada». L.S.