Robusto e affamato ma anche molto timido

L’ESPERTA. Ha aggredito e ucciso, ma è stato ben alla larga dall’uomo

La biologa Greta Serafin racconta i suoi giorni con l’orso
21/05/2010
Zoom Foto
L’orso Dino in azione in Lessinia

Finché è stato nel Veronese, e se dovesse ancora tornare, l'orso Dino ha avuto un'ombra discreta e persistente sulle sue tracce, rappresentata da Greta Serafin, biologa, entrata cinque anni fa nel corpo della Polizia provinciale e alla quale è stato affidato l'incarico di seguire gli spostamenti del plantigrado.
Da quando si è perso il segnale Gps satellitare, forse per esaurimento delle batterie, e ci si è dovuti affidare solo al segnale radio Vhf, è toccato a lei, seguire con il ricevitore e l'antenna direzionale gli impulsi radio del collare di Dino.
Non era la prima volta e questo compito lo aveva assolto anche nei giorni immediatamente seguenti a quelli di Pasquetta quando tracce inequivocabili della presenza di Dino erano state rilevate nella zona di Boscochiesanuova.
Poi ci fu il trasferimento del plantigrado nel Vicentino fra il Pasubio e l'altopiano di Asiago, fino al ritorno in Val Squaranto con le predazioni di due asini a Romagnano e Valdiporro, per poi tornare fra Asiago e la Valsugana con altre razzie che hanno portato a 14 finora gli asini aggrediti e rimasti vittime dei denti di Dino, oltre a varie pecore, conigli e galline.
In realtà la presenza di Polizia provinciale e Corpo forestale dello Stato è stata legata oltre che a Dino, al fatto di cercare di associare l'orso nei suoi avvicinamenti ai centri abitati con la paura della presenza umana, che si fa sentire con spari a salve, rumori, pallottole di gomma e accensioni di fari. Un riflesso condizionato che dovrebbe radicare in lui ancora di più la paura dell'uomo, e tenerlo lontano, confidando anche sulla sua naturale diffidenza verso l'uomo.
Secondo la biologa è possibile che Dino torni nel Veronese perché di solito su circa 100 km quadrati, com'è l'areale compreso fra Baldo e altopiano di Asiago possono vivere e crescere circa tre orsi.
Che non ci sia solo Dino, o M5, com'è geneticamente riconosciuto l'orso proveniente spontaneamente dalla Slovenia, l'agente Serafin ammette che sia possibile, anche se nessuno può al momento dire quanti siano gli esemplari presenti: le analisi genetiche sui campioni rintracciati non escludono che ci siano altri esemplari.
Per ora M5 è sicuramente il più intraprendente, copre anche 50 km in una notte, e come lui altri orsi possono arrivare dallo Slovenia o dal Trentino.
Ha il difetto di prediligere la carne di asino e ne hanno fatto le spese quegli allevatori che credevano di dover difendere i loro piccoli animali dalla volpe, ma non immaginavano che un grande predatore avrebbe aggredito animali della stazza di un asino.
Secondo gli esperti la sua alimentazione è da onnivoro opportunista, rappresentata per il 70 per cento da vegetali e frutta, per il 6 per cento da mammiferi (pecore ed equini) e per la rimanenza da insetti come formiche e api.
Ma anche la dieta segue una sua stagionalità: il periodo del risveglio (che per Dino è iniziato il 25 febbraio) coincide con il bisogno di proteine per integrare il consumo di grasso perduto durante i mesi di letargo.
Si deve preparare all'accoppiamento (maggio-giugno) e ama presentarsi ben pasciutto e in forze.
Questa la ragione delle razzie primaverili perché le proteine ingrassano in fretta in attesa di un dieta di mantenimento a base di frutta e bacche nella stagione in cui ne troverà in abbondanza.
Gli interventi di dissuasione nel Veronese sono serviti: all'uccisione dell'asino Mario a Romagnano era seguito il furioso abbaiare dei cani nel vicino recinto e l'uscita della padrona che aveva cercato di rabbonirli.
Nella secondo aggressione, in cui restò vittima l'asina Lea, avvenuta in tutta tranquillità nei pressi della contrada abbandonata Sponda, nel Comune di Boscochiesanuova, M5 ha potuto pasteggiare a lungo e con calma senza essere disturbato.
Ma nei giorni successivi la continua presenza dell'agente Serafin con il suo apparato radio per captare attorno alla carcassa l'avvicinamento di Dino, deve averlo convinto ad abbandonare il posto e prendere di nuovo la strada dell'altopiano di Asiago dove ha imperversato con le ultime predazioni.V.Z.




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