L'esempio di coop La Torre per sconfiggere la mafia
NEGRAR. Al convegno «Legalità e giustizia» le confische nel veroneseCatena virtuosa: i ragazzi coltivano i terreni I prodotti vanno nella rete del mercato equo solidale
Quello che colpisce di più sono i numeri. La grande quantità di beni - decine e decine di terreni, edifici, aziende - che la mafia possiede anche qui, al nord, dove il pensiero comune escluderebbe la presenza di criminalità organizzata. In realtà, come ribadisce lo scrittore Roberto Saviano, il nord è il territorio privilegiato in cui la mafia investe denaro sporco. Anche nella provincia di Verona, dove tra l'altro è aperta almeno una quarantina d'inchieste. Dati spiazzanti sono stati diffusi durante il convegno «Legalità e giustizia», nel teatro parrocchiale di Negrar, gremito di spettatori: iniziativa ideata dalla cooperativa La Rondine, promotrice del commercio equo-solidale, in collaborazione con la parrocchia e la onlus Il Girotondo.
Le cifre nazionali alla fine del 2009: 9.128 beni immobili e 1.223 aziende sequestrare. In Veneto: 78 proprietà e 4 aziende. E stringendo su Verona: 22 beni. Ma si tratterebbe della punta di un icebreg.
Attorno al tavolo dei relatori, moderati da don Carlo Vinco, parroco di San Floriano e fondatore della onlus Il Cireneo: don Luigi Tellatin, referente per il Veneto della onlus Libera, che fa opera di sensibilizzione per combattere dal basso la criminalità organizzata; Pier Paolo Romani, coordinatore nazionale di Avviso Pubblico, l'associazione che aiuta gli enti locali contro le azioni mafiose; Salvatore Gibiino, presidente della cooperativa siciliana Pio La Torre, nata su ettari di terreno confiscati. Era presente anche il referente della neonata sezione scaligera di Libera, Gianmarco Salgari. E in veste di sostenitore, Damiano Tommasi, presentato come calciatore sensibile a queste tematiche.
Per farsi un'idea, dei 22 beni sequestrati nel Veronese: 5 si trovano a Sanguinetto, 4 a Cerea, 3 a Bussolengo, 3 a San Giovanni Lupatoto, 2 a Verona, 2 a Erbè, 1 a Oppeano, 1 a Isola della Scala, 1 a Castel d'Azzano. La maggior parte di essi è stata riassegnata a iniziative utili, per esempio asili nido o cooperative sociali.
«I Comuni fingono di non sapere», ha detto Salgari, «e le operazioni per strappare alla mafia le sue proprietà non sono facili».
Salvatore Gibiino ha raccontato inoltre dell'esperienza della sua cooperativa sui terreni tolti alla criminalità organizzata: gruppi di giovani qui lottano contro il precariato e contro la crisi, grazie alla loro azienda agricola. E i prodotti che ne nascono circolano nelle realtà equo-solidali, come la Rondine. Così i cittadini contrastano la mafia.
Lorenza Costantino
Lorenza Costantino
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