Fu protetta 100 anni fa dal gruppo «ecologista»
L'associazione «Pro Montibus et Silvis», agli inizi del '900, creò il primo sodalizio ambientalista italiano e provvide direttamente alla riforestazione delle brulle montagne del Veronese, e alla regimazione delle acque dei torrenti. Si tratta di un'associazione della quale non si conoscono «eredi».
Della quercia ora minacciata parla anche Berto Barbarani nel suo ricordo di una Settimana Santa trascorsa a Caprino nel 1915, «Primavera Montebaldina», citando il benemerito ispettore forestale Vittorio Pellegrini che tanto ha fatto per il rimboschimento e la regimazione delle acque del veronese. «Crebbe a lato di un'antica strada per la fattoria delle Cà Vecchie, ora Casalmenini; il comune di Caprino la vendette a fine 800», ricorda la studiosa Cristini, «come riportano i registri del '500. In zona c'era anche un colossale Roàr (un rovere) che fu tagliato perché vi si riparavano gli zingari e si temeva trasmettessero i pidocchi (sic)». E conclude: « È una rarità da tutelare, anche permettendone l'accesso alla base, scongiurando quest'assalto che privilegia il cemento alla natura. Se si farà ancora in tempo». B.F.
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