Finisce in Consiglio pastorale la baruffa per la Corte Alta

SOAVE. Dopo le riprese col telefonino del diverbio di Costeggiola dicono la loro i testimoni della parrocchia
«La piazzetta è proprietà indivisa anche della parrocchia, quindi possiamo passare»
10/03/2010
Zoom Foto
Corte Alta: sulla sinistra la casa dei Ferro e la zona parcheggio contestata, a destra la parrocchia

Cosa è successo domenica 28 febbraio in corte Alta a Costeggiola di Soave? La polemica sulla proprietà dell'area, che vede su fronti contrapposti la famiglia Ferro da una parte e la parrocchia e il Comune dall'altra, non accenna a placarsi. Nei giorni scorsi su queste pagine è stata pubblicata la fotosequenza sulla rimozione degli ostacoli posti dalla famiglia di Attilio Ferro e Vera Scarpone al passaggio delle auto e il diverbio fra la figlia Sara e il maresciallo dei carabinieri.
Tutto è nato dalla convocazione, alle 15.30 di quella domenica, in canonica (proprietà del Comune) del consiglio pastorale e del consiglio per gli affari economici. Ora i componenti degli organi parrocchiali spiegano la loro versione dei fatti. L'ordine del giorno era il seguente: lavori all'ex cinema parrocchiale, date prima confessione e prima comunione, campo scuola per elementari, anniversari di matrimonio, settimana santa. Ordinaria vita parrocchiale, insomma. Una quindicina le persone convocate. Alcuni abitano nei pressi della canonica, che quindi hanno raggiunto a piedi. Altri ci sono invece arrivati in auto. Alcuni hanno pensato di parcheggiare nel cortile della canonica. A questo punto si è scatenata la diatriba tra i componenti del consiglio pastorale e la famiglia Ferro.
«I signori Ferro dopo che erano passate le prime due auto, del parroco e di Silvano Soriato», raccontano Bruno Martinelli, Claudio Moserle, Angela Verzin, Daniela Peloso, Agostino Molinarolo, Daniele Zambaldo, presenti quel pomeriggio, «si sono mobilitati mettendo una loro auto di traverso e posizionando una catena». «È noto che la piazzetta è segnata nel mappale con il foglio 95 e che i proprietari risultano essere la parrocchia, la famiglia Ferro e la famiglia Perfetto», sottolineano. «Non ci sono frazionamenti, né delimitazioni, né zone riservate. Quindi la piazzetta è anche della parrocchia, cioè nostra. Perché dovremmo chiedere il permesso per passare su una nostra proprietà?».
«Abbiamo cercato di trovare una soluzione, ma da parte della famiglia Ferro non c'è mai stata disponibilità. Sono disposti a insultare e minacciare, come è successo domenica», ricordano i membri del consiglio. «Parole offensive e provocatorie sia verso di noi, sia nei confronti dei carabinieri intervenuti su nostra richiesta, ma non sono disposti a sedersi attorno ad un tavolo». «Noi del consiglio pastorale e del consiglio per gli affari economici ci sentiamo penalizzati», spiegano, «per noi si tratta di una faccenda molto delicata, che coinvolge diverse persone. Ci sono state offese pesanti da parte dei signori Ferro verso alcune persone del paese e non solo lo strattonamento della loro figlia. Offese che sorpassano il buon senso e sfociano anche nelle minacce».
«Fatti come quelli di domenica 28 febbraio non fanno altro che fomentare la rabbia e aumentare la tensione. Va fatta chiarezza», concludono i rappresentanti del consiglio pastorale.
Anche il sindaco, Lino Gambaretto, si dice concorde con il consiglio pastorale: «Non vedo l'ora che tutta questa vicenda si concluda».
Zeno Martini

Zeno Martini