Comunità montana, i sindaci lanciano l'appello ai candidati
BOSCOCHIESANUOVA. I 18 primicittadini chiedono a chi corre per l'elezione regionale di impegnarsi in difesa dell'enteSi chiede di favorire e sollecitare una legge regionale specifica che valorizzi questa istituzione e la sostenga economicamente
I 18 sindaci della Comunità montana della Lessinia chiedono ai candidati consiglieri regionali di tutti gli schieramenti di sottoscrivere una dichiarazione di impegno per la tutela e il riordino delle comunità montane.
La decisione è stata presa nei giorni scorsi nella conferenza dei sindaci della Lessinia e ha l'obiettivo di togliere dal pantano dell'immobilismo politico e dal rischio di asfissia per mancanza di fondi le comunità montane risorte per sentenza della Corte costituzionale. Il mancato riordino con una legge regionale aveva infatti portato all'applicazione delle direttive governative sui criteri per l'esistenza delle comunità montane e sulla scorta di questo erano state soppresse otto delle 19 comunità montane venete, fra le quali entrambe le veronesi del Baldo e della Lessinia.
Ci fu prima un anno di trattative per arrivare a un'intesa mai trovata, poi un anno di scarico di responsabilità di fronte al guaio combinato della soppressione, accompagnato da un anno di gestione commissariale per inventariare e avviare la procedura di liquidazione degli enti soppressi, fino al salvataggio in extremis della sentenza, che ha riproposto lo stato antecedente come nulla fosse successo, anche se il riordino e una nuova geografia delle comunità montane erano auspicati da tutti.
«Preso atto che la presenza delle comunità montane ha caratterizzato positivamente la montagna veneta; nella consapevolezza che questi enti svolgono un importante ruolo e vanno salvaguardati e potenziati; osservato che la Corte costituzionale e la legge finanziaria 2010 hanno affidato alle Regioni la competenza della decisione sul mantenimento di questi enti; che infine va ridisegnata una specifica proposta legislativa con il coinvolgimento dei Comuni e delle comunità montane che non preveda come unico criterio quello dell'altimetria del territorio, bensì altre discriminanti quali per esempio, parametri di anzianità della popolazione, economico-sociali, di mancanza di servizi essenziali, distanza dai centri urbani», su queste premesse i sindaci chiedono ai candidati di impegnarsi una volta eletti.
In particolare ogni futuro consigliere regionale sottoscrive l'obbligo «a lavorare per raggiungere questi obiettivi esposti, sostenendo la qualifica di ente locale della comunità montana, confermandone il ruolo insostituibile che essa può svolgere, con una politica per le aree montane che si fondi sulla previsione dell'articolo 44 della Costituzione, dove sono previsti provvedimenti a favore di queste zone».
Ciascun candidato consigliere regionale è invitato a sottoscrivere: «Mi impegno a favorire lo studio e l'approvazione di una legge regionale di merito; a diffondere il convincimento che le comunità montane sono le artefici di una politica di promozione e sviluppo locale con una visione strategica sovracomunale; a mettere a disposizione di tali enti le risorse necessarie al loro sostentamento».
Claudio Melotti, presidente della Comunità montana della Lessinia, che si è fatto promotore dell'iniziativa presso i sindaci e si è impegnato a raggiungere con la lettera da sottoscrivere tutti i candidati regionali, rivela che il testo è frutto di una sintesi di un documento elaborato a Vittorio Veneto lo scorso gennaio dalla direzione regionale dell'Uncem, l'Unione nazionale comunità ed enti montani e che interesserà quindi anche le altre comunità venete che sono invitate ad aderire.
«Un segnale di cambio di rotta c'è già stato con la legge finanziaria regionale 2010 che ha triplicato le risorse a favore delle comunità montane, portandole a due milioni di euro, ma che spartiti fra le 19 comunità venete significano poco più di un centinaio di milioni a testa per quelle più grandi», spiega Melotti. Considerato che dallo Stato non ci sarà più alcun trasferimento destinato direttamente alle comunità montane, si capisce l'urgenza di un impegno sottoscritto e di un riordino definitivo.
Vittorio Zambaldo
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