Nella «Banca della memoria» i ricordi valgono un capitale

BADIA CALAVENA. Domani nell'abbazia la presentazione del progetto che coinvolge gli anziani
Dai tempi duri della guerra e dell'emigrazione ai ritmi lenti della vita quotidiana, il passato si rilegge attraverso cinquanta videointerviste
05/03/2010
Zoom Foto
Due intervistatori della Banca della memoria di Torino

In banca si conservano le cose più preziose, perché stiano al sicuro e diano un frutto nel futuro. Esistono anche «banche» nelle quali si conservano i semi delle piante in via d'estinzione, per non perdere un patrimonio genetico insostituibile e per conservare anche nel futuro la biodiversità, la varietà di forme viventi che costituiscono ognuno un'esperienza unica ed irripetibile nella storia della vita sul nostro pianeta. Adesso esiste anche una «Banca dei ricordi», dove si conservano le testimonianze e le memorie degli anziani, perché non vada perduta l'esperienza diretta dei fatti accaduti durante la loro vita e il ricordo di un modo di vivere sempre più lontano dall'attuale. A Badia Calavena verranno presentati domani alle 10, nell'oratorio dell'abbazia, i risultati del progetto «Mettiamo in banca i ricordi», patrocinato del Comune di Badia e da quello di Verona e promosso dall'Anteas (Associazione nazionale terza età attiva per la solidarietà) e dal Csv (Centro servizi per il volontariato) della provincia di Verona in collaborazione con Memoro (la banca della memoria), progetto no profit nato a Torino nel 2007.
Nove anziani di diversa età, ma nati comunque prima del 1940, hanno raccontato davanti alle telecamere e ai registratori di otto giovani, quasi tutti studenti universitari, le loro esperienze, i tempi duri della guerra e dell'emigrazione, ma anche i ritmi lenti e tranquilli della loro vita quotidiana in un villaggio che era ancora ben lontano dal diventare globale e tecnologico. «Prima i giovani sono stati formati sulle tecniche di ripresa e di intervista», spiega Marta Dalla Minca, vicesindaco di Badia e curatrice per il Comune dell'iniziativa, coordinata dal dottor Claudio Destri. «Inoltre sono stati affiancati da appassionati di riprese, la cui collaborazione è stata essenziale nel montaggio del materiale».
Dai racconti degli anziani sono stati ricavati una cinquantina di video, ciascuno della durata di mezz'ora. Domani verranno presentati degli spezzoni, un collage di tutte e nove le testimonianze. Sono previsti anche interventi del sindaco Ermanno Anselmi, di Elisabetta Bonagiunti, presidente del Cvs di Verona, di Aldo Bonato per l'Anteas provinciale, di Valentina Vaio e Lorenzo Fenoglio, ideatori di Memoro, infine del coordinatore del progetto Claudio Destri. I filmati realizzati a Badia sono visibili sul sito www.bancadellamemoria.it , un paio direttamente in prima pagina, gli altri indicando il nome dei protagonisti o cercando con molta pazienza, visto che il sito è ancora giovane e non ancora strutturato in tutte le sue funzioni ma contiene già filmati per una durata complessiva di più di quattro anni. A breve saranno pubblicati anche sul sito del Comune di Badia: www.badiacalavena.eu. È quindi un patrimonio di storia e cultura aperto a tutti e destinato a crescere con l'estensione dell'iniziativa ad altri comuni.
Renato Zorzella

Renato Zorzella