Già archiviata l'inchiesta Era solo un atto dovuto

LA MAGISTRATURA. A innescare la slavina sono state le due vittime
09/02/2010
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L'annuncio funebre congiunto per Matteo e Luca FOTO PECORA

Un fascicolo per «fatto non costituente reato» era stato aperto già sabato pomeriggio: si trattava di un atto dovuto per accertare la presenza di eventuali responsabilità nell'innesco della valanga che ha travolto, uccidendoli, due giovani sciatori, Luca Carletto e Matteo Barzoi.
Quel fascicolo è stato chiuso ieri mattina dopo che sul tavolo del sostituto procuratore Elisabetta Labate, il magistrato di turno, è stata depositata la relazione tecnica relativa alle cause del cedimento del lastrone di neve sul Baldo.
«È stato accertato che la pratica dello sci fuoripista ha provocato il distacco dalla parete che poi ha travolto i primi due giovani mentre il terzo, l'unico che si è salvato, è stato trascinato dalla massa di neve ma è rimasto in superficie perchè li seguiva», spiega il magistrato che ieri mattina aveva già disposto il nulla osta alla sepoltura. «La valanga era stata già innescata dai due ragazzi, lui purtroppo ha visto il muro di neve travolgere gli amici».
Proprio in questi giorni è in discussione al Senato un emendamento al decreto legge emergenze (su proposta del dipartimento della protezione civile) che prevede l'arresto per chi, provocando valanghe, causa la morte di altre persone e un'ammenda di 5.000 euro per chi scia fuoripista quando c'è una situazione di pericolo concreto.