Un panino e tanti progetti prima di quel tragico fuoripista

GLI AMICI. Avevano sciato insieme, poi al tavolo della Capannina avevano organizzato la serata
Chiara, la cugina di Matteo: «Mi ha chiesto se volevo provare i suoi nuovi sci da freestyle, ma ho preferito fare un paio di giri sulle piste»
09/02/2010
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Chiara Barzoi, la cugina di Matteo, racconta quel pomeriggio di allegria finito in tragedia FOTO PECORA

«Eravamo insieme fino ad un attimo prima che succedesse la disgrazia», racconta Chiara Barzoi, 18 anni, prima cugina di Matteo. Vivono nelle case attigue, (i loro papà sono fratelli), quindi lei e Matteo sono cresciuti assieme, quasi come fratelli più che cugini, tanto da passare anche il tempo libero nella stessa compagnia di ragazzi. «Abbiamo pranzato alla Capannina, sulle piste, io, Matteo, Luca, Maicol e Alex, il figlio del gestore del locale. Matteo ha ordinato un enorme panino, che abbiamo mangiato tutti assieme. Si scherzava e come al solito mi prendevano in giro; avevamo organizzato la serata per andare a fare un giro, si pensava a Riva».
Era sabato ed era normale che dei ragazzi diciottenni pensassero a come divertirsi il fine settimana. Nessuno avrebbe lontanamente immaginato quel che sarebbe accaduto da lì a poco. «Eravamo tutti contenti per la bella giornata e la neve fuori: la compagnia era perfetta. Così dopo il pasto siamo usciti dal locale. Matteo mi ha chiesto se volevo provare i suoi sci: quest'anno si era comperato i freestyle, (gli sci con le doppie punte). Io ho risposto che era lo stesso e che preferivo fare un paio di giri sulle piste. Ormai erano le tre e un quarto e alle quattro gli impianti chiudono. Loro tre, così, sono rimasti sulla Paperino e ci hanno detto che ci si vedeva a San Michele».
Chiara ancora non sapeva che quando sarebbe scesa con la funivia assieme ad Alex avrebbe appreso la notizia della valanga, avvenuta infatti intorno alle 16. I due amici lo hanno saputo sulla cabina, da persone che ne parlavano. Quando Chiara ed Alex sono scesi a San Michele si stavano già attivando i soccorsi.
Si erano salutati da mezz'ora: in quella mezz'ora, mentre gli altri scendevano con la funivia, Matteo e Luca hanno perso la vita, sepolti sotto la neve dopo essersi inoltrati oltre la Paperino, «dove», raccontano gli amici cresciuti assieme alcuni fin dall'asilo, «c'è un salto che si fa sempre per andare fuori pista: proseguendo si arriva a località Prai, dove ci sono le baite, tra cui quella di Matteo. Ma non si stavano dirigendo alla baita, perché avevamo appuntamento alla stazione della funivia dove Alex doveva riconsegnare le loro scarpe che aveva nello zaino». Chiara e il gruppo di amici erano un tutt'uno con Matteo e Luca. Dicono: «erano eccellenti sciatori, anche se Luca da piccolo soffriva tanto il freddo. Amavano tantissimo anche il windsurf: la base era dal "Nany" a Navene, dove c'è la scuola di surf. Tra di noi ci si trovava il giovedì sera per la pizza, anche alcuni pomeriggi e soprattutto il fine settimana: si andava a sciare, a volte anche ad Ortisei, dove la famiglia di Luca ha una casa».
Non hanno più parole questi giovani, alcuni ancora adolescenti, sono chiusi nel loro dolore. Stanno lavorando per portare un ricordo al funerale.
L'altra sera in una quindicina si sono ritrovati in un bar per parlare insieme, per cercare di trovare una forma di accettazione a questa tragedia. Stanno cercando di organizzare una serata in loro omaggio, con un "qualcosa" che sarebbe piaciuto a Luca e Matteo. Forse la organizzeranno per guardare le diapositive dei momenti passati assieme. Ieri la disperazione di vedere i loro corpi senza vita nella cappella mortuaria. Oggi lo strazio dell'addio.

Annamaria Schiano

Annamaria Schiano