Confermato il sequestro Ca' Filissine non può riaprire

PESCANTINA. I giudici respingono la richiesta del Comune e avvertono: «I problemi ambientali sono aumentati»
«Superati i limiti massimi di percolato: consentire un ulteriore apporto di rifiuti è un controsenso» Il vigneto Ferrari inquina? «Non ci sono elementi»
18/12/2009
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La discarica di Ca' Filissine resta sotto sequestro FOTO AMATO

Ca' Filissine rimane sotto sequestro e non si potrà riaprire per altri conferimenti. Il tribunale di Verona ha respinto l'istanza di dissequestro della discarica presentata dal Comune di Pescantina, a firma degli avvocati Giulio Pasquini e Mario Vittore De Marzi. L'impianto, sigillato il 29 agosto 2006 dal Corpo forestale dello Stato, rimane dunque chiuso.
Il collegio giudicante, formato dal giudice Paola Vacca, Giuditta Silvestrini e Giuliana Franciosi, ha accolto completamente la tesi del pm Pier Umberto Vallerin, secondo cui gli attuali livelli di percolato sarebbero superiori ai limiti di legge. L'ordinanza rileva «da un lato come il livello del percolato in discarica non sia stato affatto riportato al di sotto dei livelli autorizzati; dall'altro come la situazione di inquinamento delle acque si sia aggravata ed addirittura estesa e sia stato inoltre rilevato il grave inquinamento di una falda superficiale nell'area sita in zona immediatamente adiacente ad est della discarica».
«Va da sé», continuano i giudici, «che consentire un ulteriore apporto di rifiuti in discarica, quando ancora risultano superati i limiti massimi di percolato consentiti dalle autorizzazioni sia un assoluto controsenso, oltre che un illecito in sé». Sul tema del cosiddetto «vigneto Ferrari» l'ordinanza non manifesta dubbi. «Anche la tesi tanto vibratamente sostenuta della riferibilità dell'inquinamento al cosiddetto "Vigneto Ferrari"», si legge nel documento, «oltre che del tutto sprovvista di elementi a sostegno, appare dettata da chiari intenti difensivi, e inoltre confligge con l'unica indagine tecnica compiuta su quel terreno fino ad ora, vale a dire quella fatta eseguire dal P.M. a mezzo del proprio consulente tecnico, indagine che ha concluso nel senso che dal vigneto non provenga alcun elemento inquinante».
Conclusione: «Si ritiene che, nonostante gli apprezzabili lavori di approntamento di una barriera idraulica a presidio della falda, non siano ancora stati approntati tutti quei presidi di sicurezza richiesti dalla vigente normativa, né eliminato il quantitativo già attualmente eccessivo del percolato, superiore ai livelli autorizzati, di talché allo stato la richiesta non può assolutamente essere accolta». A ciò si aggiunge la necessità, per la ripresa dei conferimenti, di una specifica autorizzazione della Provincia «previo esame della discarica da parte dei suoi organi tecnici e in base alla normativa vigente, prima di chiedere il dissequestro della discarica alla autorità giudiziaria».
Lino Cattabianchi

Lino Cattabianchi