New York
incorona
la Valpolicella
dei vini

IL PREMIO. È stata eletta negli Stati Uniti «regione vinicola dell'anno»

Sartori: «Riconosciuta la capacità imprenditoriale»
27/11/2009
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Luca Sartori, presidente del Consorzio di tutela del Valpolicella

Ce l'ha fatta. La Valpolicella è stata incoronata regione viticola dell'anno dalla rivista americana Wine Enthusiast, la più autorevole del settore, che festeggia il 20esimo anniversario e i primi 10 anni dei «Wine Star Awards». Un riconoscimento prestigioso e un risultato storico per questa fascia collinare culla di vini conosciuti in tutto il mondo come l'Amarone. La Valpolicella ha avuto la meglio su altri cinque candidati che parevano imbattibili: le francesi Champagne e Rhône Valley, la californiana Russian River Valley e la sudafricana Stellenbosch. Un altro nome italiano, nella lista dei riconoscimenti assegnati dalla rivista per il 2009, è Mezzacorona, in Trentino, riconosciuta Cantina europea dell'anno. Infine, un pizzico di Belpaese c'è nel premio al miglior importatore, Leonardo LoCascio, a capo della società americana Winebow.
Nella motivazione ufficiale si legge: «La Valpolicella produce un'ampia gamma di vini piacevoli: rossi leggeri, rossi più intensi, Ripasso, Amarone… Nel corso degli ultimi decenni ha visto crescere in maniera costante la qualità dei suoi vini, che si può ritrovare sia nei vini delle aziende vinicole storiche sia in quelli delle giovani aziende che puntano all'innovazione». A farle guadagnare il podio sono stati «la qualità dei suoi vini classici, l'impegno nei confronti della tradizione e l'approccio unico nei confronti dei vini».
La premiazione sarà il 25 gennaio 2010 alla New York Public Library. Il riconoscimento verrà consegnato nella mani del presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, Luca Sartori. «È un traguardo importante per tutto il comparto. È stato premiato non solo il territorio con i suoi prodotti, ma anche la capacità degli imprenditori, la voglia di crederci e crescere. Ne siamo orgogliosi e crediamo che questo premio potrà dare nuovo slancio alla promozione, offrendoci visibilità in un momento non facile e in quei mercati che ci stanno facendo soffrire, come Usa e Inghilterra».
Le difficoltà legate alla congiuntura economica ci sono, ma Sartori è ottimista. «Abbiamo adottato alcune iniziative di governo che stanno dando frutto», continua. «Penso alla riduzione dei quantitativi da mettere a riposo e alle modifiche del disciplinare a difesa del marchio e della qualità». E ora è al traguardo il riconoscimento delle denominazioni docg della Valpolicella.
Entusiasta il direttore del Consorzio di tutela, Emilio Fasoletti. «Lo considero il premio di un lungo lavoro, che ha visto impegnati tutti i produttori. Ora la zona è ancora più blasonata e le aziende dispongono di una carta in più per proporsi sul mercato».C.M.




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