Il wrestling fa il pieno e Kia conquista il titolo
PESCANTINA. Grande spettacolo all'Icw Pandemonium: l'atleta di Grezzana vince il tricoloreL'arbitro Johnny Puttini: «Colpi veri, ma noi recitiamo una parte» Il ritorno di Massimo Panico è un trionfo: sul ring anche il barbiere
Alla fine ce l'ha fatta: Kia, la giovane wrestler di Grezzana, ha steso Queen Maya, la lottatrice più alta d'Europa. La cintura nera e rosa di campionessa italiana di wrestling parla veronese. E' stato uno dei tanti motivi di interesse che hanno richiamato gli appassionati al palazzetto dello sport di Pescantina, dedicato a Doriana Pasetto, per l'ottava edizione dell'Icw Pandemonium, la serata dedicata al wrestling presentata da Manuel Orlandi.
«Sport, prestanza fisica e anche spettacolo interattivo, contatto fisico col pubblico. Il wrestling è tutto questo», spiega il giovane arbitro Johnny Puttini di Bovolone, tra le più quotate giacchette a righe con Enrico Boneschi. «I colpi sono veri e l'arbitro c'è per questo: ma è più integrato nello spettacolo. Anche lui recita una parte, si immedesima, ma sempre per far rispettare le regole: non si può colpire alle corde, non valgono i pugni chiusi, divieto assoluto di usare oggetti».
Il pubblico, nelle serate di wrestling è uno spettacolo nello spettacolo: ci sono tifosi che partono da casa coi cartelli («Kia la vera regina! Vediamo solo te!») e che incitano i campioni. Intere famiglie a bordo ring a tifare per Ogm e Shock insidiati dalla Loggia P3 di Kaio, Andres Diamond e dal perfido manager William Walton, dall'aria torva, un po' Mal dei Primitives e un po' Uriah Heep, che suggerisce i colpi bassi. Il bene e il male, i buoni e i cattivi; la generosità e il coraggio, la truffa e l'inganno: un linguaggio semplice, che non ha bisogno di spiegazioni.
Ma si sa che, a parte qualche manata di troppo, i colpi sono portati senza intenzione di offendere. E tutto è spettacolo: la gestualità esagerata dell'arbitro, i salti dalle corde, gli schienamenti, la torre, i fuori ring, gli assalti in gruppo di una «Arancia meccanica de noantri» che profuma di cipolle e patatine fritte. Gli incontri durano dieci minuti, con qualche fuori programma. I primi due a salire sul ring sono Kobra contro Charlie Kid, per il campionato interregionale.
L'incontro ha un andamento altalenante: per un po' il Kobra soccombe, poi con uno scatto, dopo un colpo di testa di Charlie Kid, salta sull'avversario e lo inchioda al tappeto. Primo verdetto contestato e zuffa finale. Poi è volta di Crazy G e del Pirata, che arriva con una bottiglia (è rhum o the alla pesca?) e brinda col pubblico prima di salire sul ring. In palio il posto di sfidante al titolo dei pesi leggeri. Crazy G fa un patto col pubblico: «Lo finisco!». Ma una rovesciata del Pirata lo stende senza appello. E due. Crazy G esce malconcio.
Il ritorno di Massimo Panico è un trionfo: gli appassionati l'hanno aspettato per un anno. Si batte in un incontro a tre con il «Gigante di Gorizia», e Skualo contro Lothar, Steven Strike e Cyber Punk. Panico è in veste di gladiatore romano, Lothar un misto di extraterrestre e di mutante. Il match è un campionario di tutti i colpi del wrestling concentrato in poco più di dieci minuti. Trionfo di Panico & friends. C'è il pizzetto di Mister Excellent in palio nell'incontro con Mariel che, dopo aver vinto, convoca sul ring Pitbull, il barbiere con forbici e rasoio. Si procede immediatamente al taglio.
Dopo l'intervallo, l'impresa di Kia e poi il gran finale con in palio il campionato italiano di coppia: il duo Energy, ma si scrive NRG, di Ogm e Shock contro la P3 di Kaio, Andres Diamond e del manager William Walton. Niente da fare: il duo Ngr sbaraglia gli avversari con un intervento magistrale di Ogm dalle corde. I buoni vincono, i cattivi perdono. Almeno per stasera.
Lino Cattabianchi
Lino Cattabianchi
