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Italia & Mondo

29.08.2012

Crescita, governo avanti tutta Euro: Monti sfida il nuovo asse

LE MISURE. Dopo il via libera del Quirinale l'esecutivo stringe i tempi sui provvedimenti per il rilancio dell'economia
Una «task force» subito al lavoro sull'attuazione dei decreti varati Il premier a Berlino dalla Merkel per fare pesare il ruolo dell'Italia

La cancelliera tedesca Merkel e il premier italiano Monti

La cancelliera tedesca Merkel e il premier italiano Monti
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ROMA Dopo il via libera da parte del Quirinale, il governo stringe i tempi per il piano-crescita che dovrà caratterizzare gli ultimi mesi della legislatura. E il problema più impellente, prima ancora dei nuovi decreti in arrivo, è quello di completare l'iter delle riforme già varate ma ancora al palo come, su tutti, il primo Decreto Salva-Italia o quello più recente sulla Spending review. Manca infatti la loro attuazione, cioè tutti quegli atti attribuiti ai ministeri competenti o rinviati alla Presidenza del Consiglio per il via definitivo. Non si tratta di questioni di poco conto considerato il poco tempo che separa l'attività di Governo dalla campagna elettorale e quindi dai «veti» politici che potrebbero arrivare. Proprio per questo negli ultimi due giorni si sono svolti vari incontri a Palazzo Chigi tra il sottosegretario alla Presidenza, Antonio Catricalà, il ministro per la Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi e quello per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda. Scopo della piccola «task-force» sarebbe proprio quello di individuare un «cronoprogramma» dettagliato, per dare attuazione certa ai provvedimenti già varati. RECESSIONE. Il tempo stringe e la situazione economica del paese resta grave. L'agenzia di rating Fitch prevede per quest'anno un Pil negativo dell'1,9% e crescita zero per il 2013. La legge di stabilità che sta per essere presentata in Parlamento ne dovrà tenere conto e i risparmi delle varie Spending review dovranno essere operarivi al più presto per poter trovare risorse per favorire la crescita. VIA ALLE DISMISSIONI. È tutto pronto, a livello organizzativo, per l'avvio delle cessioni immobiliari. Quelle dalle quali il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, punta (a regime) a realizzare circa 15-20 miliardi l'anno (un punto di Pil) per «attaccare» l'enorme debito pubblico italiano che ora viaggia in valore assoluto verso i 2.000 miliardi. E la lista sarebbe già pronta: 350 immobili (rispetto ai 100 previsti inizialmente) già individuati per un controvalore di 1,5 miliardi. Controvalore che sale a 3,5 miliardi considerati tutti i fondi varati (due all'Agenzia delle Entrate e uno alla Cassa Depositi e Prestiti). Ma manca il varo della necessaria Società di gestione risparmio (Sgr). LA CRISI DELL'EURO. Con i suoi ministri al lavoro in Italia, il Professore è in missione in Europa per il fronte sempre aperto della crisi dell'Euro dove ieri, a tenere banco è stata la Spagna. Il premier Mariano Rajoy ha ricevuto a Madrid il presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy e gli ha assicurato che la Spagna, almeno per ora, non farà nessuna richiesta di salvataggio. Ma proprio ieri la Catalogna, ossia il motore economico del paese, ha chiesto al governo centrale un maxi intervento da oltre 5 miliardi per affrontare i pagamenti in scadenza. E questo potrebbe cambiare gli scenari. LA MISSIONE DI MONTI. Prima di incontrare oggi Angela Merkel a Berlino, dove chiederà di non interrompere il cammino intrapreso per ridare stabilità all'Eurozona, Monti è volato a Bruxelles per un «caffè informale» con il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso. Un incontro «nato e organizzato all'ultimo momento», assicurano a Palazzo Chigi, ma che nasconde un messaggio all'asse Germania-Francia che si sta rinsaldando come dimostra il gruppo di lavoro avviato da Schaeuble e Moscovici: ben venga la spinta del tandem Parigi-Berlino, purché non sia alternativa al metodo comunitario. Insomma l'Italia non intende essere lasciata indietro.

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