17.08.2012
SIRIA. Continua la fuga dei fedelissimi del presidente che ieri ha sostituito altri due ministri probabilmente disertori
Maher forse in fin di vita a causa di un attentato L'Onu ha deciso il ritiro degli ultimi berretti blu
DAMASCO Il presidente Bashar al Assad è sempre più solo: all'indomani della decisione dell'Organizzazione dei Paesi islamici di sospendere la rappresentanza siriana, e dopo le continue defezioni, il rais rischia di perdere anche il fratello minore. Maher, capo della temuta Guardia Repubblicana, secondo diverse fonti è in fin di vita da circa un mese dopo l'attentato di Damasco nel quale avrebbe perso una gamba, due secondo altre fonti. Nello stesso attentato è morto un altro familiare del presidente, il cognato Assef Shawkat, responsabile di un braccio della sicurezza del regime. Le violenze nel Paese intanto non si fermano e le Nazioni Unite hanno deciso il ritiro gli ultimi berretti blu della missione di osservazione (Unsmis): il loro mandato non verrà rinnovato, e Lakhdar Brahimi sostituirà il dimissionario Kofi Annan nel ruolo di inviato speciale per la Siria. A Damasco, Assad ha ordinato l'ennesimo mini-rimpasto governativo, cambiando due ministri (Industria e Giustizia) per ragioni ufficialmente non esplicitate (anche se fonti dell'opposizione affermano che i ministri sostituiti avevano tentato di disertare seguendo l'ex premier Riad Hijab). Sempre nella capitale, incubo finito per tre dei quattro membri della troupe di uno dei due canali dell'emittente governativa rapiti dai ribelli. Prosegue intanto l'offensiva contro le roccaforti in rivolta cercando di fare terra bruciata attorno ai ribelli armati. A Qatana, sobborgo della capitale, gli attivisti hanno documentato il ritrovamento di cadaveri non identificati di 60 persone in una discarica, accusando il regime di una nuova «strage». I comitati locali di coordinamento parlano poi di altri morti nei sobborghi della capitale siriana, ad Aleppo, dove molti sono stati uccisi dai colpi di artiglieria mentre facevano la fila per il pane, a Idlib, Dayr az Zor e Homs, Hama e in altre località ancora. Almeno 179 le vittime certificate oggi dagli attivisti in tutto il Paese.
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