11.08.2012
RITORNI. Intervista al francese «Liberation»
«Per il premier sostegno critico» «Al processo Ruby sarò assolto»
ROMA Berlusconi si racconta a tutto campo in una lunga intervista al quotidiano francese Liberation. Primo argomento, il possibile ritorno alla guida del Pdl per le prossime elezioni: «Tutto il partito, a cominciare dai deputati, mi chiedono di tornare per beneficiare della mia popolarità in campagna elettorale», spiega l'ex premier, «non ho ancora deciso ma una cosa è sicura: sono sempre stato al servizio del mio Paese». Se il ritorno dovesse avvenire, ribadisce poi, sarebbe sotto la spinta del «senso di responsabilità verso il mio Paese e forse l'amarezza di non aver fatto tutto ciò che volevo». LE DIMISSIONI. Berlusconi torna sulle circostanze del suo addio, respingendo l'ipotesi, evocata dall'intervistatore, di una «azione concertata» di Francia e Germania per spingerlo all'abbandono. «Non ne so niente e non ci credo», dichiara, precisando di essersi dimesso per «far nascere un governo di tecnici che beneficiasse dell'appoggio di maggioranza e opposizione, al fine di poter finalmente cambiare la struttura dello Stato e fare dell'Italia un Paese governabile come la Francia. Sfortunatamente, per il momento, così non è stato». «L'opposizione e la stampa attribuivano al mio governo gli spread elevati tra i tassi tedeschi e italiani, e l'evoluzione negativa dei mercati. Pur non essendo convinto da questa analisi, ho accettato di ritirarmi per senso di responsabilità. Tutto ciò che è stato fatto dal governo Monti, l'avevamo già messo in un decreto legge». SOSTEGNO A MONTI. A proposito di Mario Monti, Berlusconi ribadisce il sostegno del Pdl al suo esecutivo, ma con un piccolo distinguo: «Abbiamo sostenuto lealmente il governo Monti, e questo si è manifestato in parlamento con 34 voti di fiducia. Ma è vero che si tratta di un sostegno critico, un pungolo per l'adozione di riforme costituzionali e di misure per la crescita». Quanto alle vicende giudiziarie per i presunti giri di escort nella villa di Arcore, Berlusconi afferma: «Sono sempre stato assolto, e sarà così anche per il processo Ruby». «Una parte estremista e politicizzata della magistratura», accusa, «ha cominciato a perseguitarmi da quando sono entrato in politica nel 1994, e non ha più smesso. Gli italiano lo hanno capito, ed è per questo che sono con me».
Partecipa. Inviaci i tuoi commenti