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Italia & Mondo

10.08.2012

Alleanze, Maroni chiude ad Alfano: «No ad accordi»

LE MANOVRE DELLA POLITICA. Difficili intese
E l'Udc gela ogni ipotesi con il Pdl Casini: «Pronti al nuovo centro»

Roberto Maroni (Lega nord)

Roberto Maroni (Lega nord)
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ROMA Continuano le grandi manovre sulla scelta delle alleanze. Ma ci pensa la Lega a raffreddare gli entusiasmi del Pdl e il progetto del suo segretario Angelino Alfano per una riedizione dell'alleanza con il Carroccio.Ieri Alfano ha provato a rilanciare: «Una divisione tra di noi sarebbe un grave errore che consegnerebbe il Nord al centrosinistra anti-imprenditoriale». Ma dalla Lega la risposta è di nuovo picche, perché, come chiarisce il coordinatore Roberto Calderoli, con il sostengo a Monti il Pdl rientra a pieno titolo tra i «partiti delle tasse». E il segretario regionale lombardo Matteo Salvini, è ancora più chiaro: «La Lega va avanti da sola». Un altro ex alleato di governo come l'ex ministro Gianfranco Rotondi però insiste: «Dice bene Alfano, l'accordo con la Lega ci deve essere». D'altronde, un'alleanza con l'Udc è per il momento fuori discussione. E Alfano su questo non ha dubbi: «Avremmo voluto organizzare un'area moderata in Italia, ma Casini ha scelto di allearsi con Bersani e la sinistra», Più possibilista l'ex ministro Franco Frattini: «non si possono escludere larghe convergenze con Casini». GRANDI MANOVRE AL CENTRO. Ma il leader centrista sembra avere altri progetti e sta di fatto organizzando, con il presidente di Fli Gianfranco Fini, una nuova forza politica moderata che raccolga l'eredità del governo Monti e che comprenda anche alcuni ministri del governo dei tecnici e il suo programma. I due leader di Udc e Fli sono disposti anche a farsi da parte, sciogliendo, tra settembre e ottobre, i rispettivi partiti per far convergere il tutto nel nuovo contenitore da consegnare nelle mani di una figura nuova: o l'attuale ministro dello Sviluppo Corrado Passera o l'ex presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, con il sostegno del presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, e del leader della Cisl, Raffaele Bonanni. Tutti insieme confluirebbero in una lista-civica-nazionale. Fa il punto Casini: «Nell'area moderata c'ero prima di Alfano e ci rimarrò dopo. Mi dispiace piuttosto che dopo tanti buoni propositi abbiano deciso loro di tornare a Berlusconi». Il leader del Pd Pierluigi Bersani cerca intanto di convincere il mondo produttivo e i rigoristi Ue a fidarsi del Pd: «Noi siamo quelli dell'euro, siamo quelli di Ciampi e Padoa Schioppa e restiamo convinti che è venuto il momento di mettere al centro delle preoccupazioni l'economia reale e la politica industriale in senso esteso».

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