10.08.2012
INCENDI. Roma brucia, diciassette i focolai nella capitale. Le fiamme avvampano anche sulla collina di Monte Mario
Nella maggior parte dei casi sono dolosi Un altro piromane colto sul fatto a Pordenone
ROMA Altra giornata di incendi, con vigili del fuoco, corpo forestale dello Stato, Canadair ed elicotteri in azione fin dalle prime ore del mattino per limitare i danni: le fiamme, dopo i 124 incendi di mercoledì (Lazio e Calabria le regioni più colpite), hanno interessato soprattutto il centro sud, colpendo vaste zone dalla Calabria alla Sicilia, dalla Puglia alla Campania e al Lazio, dall'Umbria e alla Toscana. La flotta dello Stato è dovuta intervenire anche ieri su 36 roghi, dieci dei quali nel Lazio. E le fiamme non hanno risparmiato il centro di Roma dove si sono registrati 17 focolai, ma soprattutto un rogo, quasi sicuramente di natura dolosa (lo sono la quasi totalità degli incendi e lo dimostra l'ennesimo arresto di un incendiario, a Pordenone, colto sul fatto mentre cercava di bruciare delle sterpaglie), che ha interessato per tutta la mattina la collina di Monte Mario, a ridosso dello stadio Olimpico, ed è stato spento grazie all'intervento di due elicotteri. E ora è caccia agli incendiari che hanno appiccato le fiamme, mentre è salva la famosa Madonnina che domina la collina di Monte Mario. L'EMERGENZA. «Ormai siamo di fronte ad un'emergenza che sta attaccando tutto il territorio nazionale e che richiede un impegno straordinario da parte del Governo» dice il presidente dei Verdi Angelo Bonelli che chiede all'esecutivo Monti di valutare la possibilità di utilizzare «in modo concreto e rapido uomini e mezzi dell'esercito». «Di fronte all'Italia che va in fumo non c'è spread o spending review che tenga» sottolinea ricordando l'allarme del capo della Protezione Civile Franco Gabrielli secondo il quale è a rischio la prossima campagna antincendi a causa dei tagli. «Siamo di fronte a un vero e proprio attacco al nostro patrimonio naturale e alle aree verdi delle città». Al taglio di risorse guarda anche il Pd, con Ermete Realacci: «Il vertiginoso aumento degli incendi e delle aree boschive andate in fumo destano allarme e rappresentano una vera emergenza che non risparmia neanche le zone di pregio del nostro territorio e che miete vittime» dice, sottolineando che «per fare fronte a questo fenomeno, in crescita del 93% rispetto al 2011, servono risorse adeguate».
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