07.08.2012
Inizio di settimana positivo per i mercati con gli investitori, peraltro già scarsi per l'inizio della pausa estiva, improntati a un moderato ottimismo. Gli spread italiani sono rimasti stabili, mantenendosi tranquilli per la gran parte della seduta. Il differenziale italiano è rimasto sotto i 460 punti e con un rendimento inferiore al 6%, terminando a 456 punti. Non hanno avuto scossoni i bonos decennali iberici, restando a 526 punti, mentre sono scesi bruscamente quelli a due anni (-11% a 3,5%), segnale che i mercati scommettono su un atterraggio «morbido» della Spagna grazie all'intervento dell'Ue e della Bce. A turbare il buon andamento dei listini non sono valse le parole allarmistiche del gigante degli investimenti Pimco, che ha avvisato di star lontani da Italia e Spagna, alcune mosse di grandi banche per assicurare il rischio default sui titoli di Stato in portafoglio e la polemica a distanza fra il premier italiano Mario Monti e settori della politica tedesca. INDICI DELLE BORSE. Le Borse del Vecchio Continente hanno chiuso così con il segno positivo. Le migliori sono state Madrid (+4,41%), che ha sofferto anche un lungo stop tecnico nella mattinata, e Milano (+1,54%). Rialzi sotto l'1% invece a Parigi, Londra e Francoforte. Protagonisti ancora una volta sono stati i bancari, dove Bnp è spiccata con una crescita di oltre 4 punti mentre Credit Agricole ha messo a segno un +5% e il Bbva il 4%. Sul listino milanese bene Intesa Sanpaolo (+3,7%). A Piazza Affari a brillare è stata Mediaset (+10,61%). Il titolo, molto richiesto per tutta la seduta, ha chiuso in crescita del 10,61%% a 1,39 euro. È tornato il denaro anche sugli automobilistici:. Peugeot è balzata dell'8% e Fiat è cresciuta del 3,98%. In recupero l'euro, cresciuto a 1,2415, che ha rivisto i livelli di inizio luglio. I BIG DELLA FINANZA. I colossi di Wall Street di preparano al crollo dell'euro. E lo fanno rinegoziando i contratti, così che in caso di uscita di un Paese da Eurolandia non si trovino in mano valute come dracma e peseta, e acquistando credit default swap per «assicurarsi» dai rischi Paese. Una tendenza a coprirsi e riorientare il portafoglio che non risparmia l'Italia, con i big della finanza internazionale che corrono ai ripari, acquistando cds per proteggersi dal default dei titoli italiani. L'area euro continua a essere la maggiore preoccupazione delle banche americane. L'estate scorsa il deterioramento della crisi europea ha avuto effetti sui titoli delle banche statunitensi e ha spinto la Sec a chiedere ulteriori informazioni sulla loro esposizione verso la Spagna, Grecia, Italia, Irlanda e Portogallo. Secondo quanto riportato dal Financial Times, i dati di JPMorgan, Bank of America, Citigroup, Morgan Stanley e Goldman Sachs mostrano come dall'estate 2011 le banche abbiano ridotto la loro esposizione ai cinque Paesi dell'area euro più in difficoltà, ma non si tratterebbe di aggiustamenti forti. In base ai dati pubblicati da Handseblatt, alcuni big internazionali avrebbero rafforzato le loro tutele contro il rischio Italia. JPMorgan avrebbe aumentato la percentuale di bond italiani assicurati con cds dal 52% al 61%. Per Ubs la percentuale è salita dal 69% al 90%.
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