03.08.2012
EUROZONA. «I Paesi in difficoltà dovranno rivolgersi ai fondi europei Efsf e Esm». Restano invariati i tassi d'interesse
Il presidente della Banca centrale rinvia «alle prossime settimane» le misure sui bond. Ma gli operatori si aspettavano interventi subito
FRANCOFORTE La Bce si prepara a intervenire in tandem con l'Ue per raffreddare gli spread di Spagna e Italia. Ma gli acquisti dei titoli di Stato per il momento restano sulla carta e verranno definiti «nelle prossime settimane». Da parte loro, i Paesi beneficiari dovranno aver richiesto l'intervento dei fondi europei Efsf ed Esm (non della Bce), accettando la sorveglianza e le condizioni degli aiuti. Il presidente Mario Draghi della Banca centrale europea, chiamato a mediare fra la pressione per un intervento «bazooka» e i paletti fissati dai falchi della Bundesbank, sceglie di non spaccare il consiglio Bce. E lascia delusi i mercati, dove le alte aspettative create dal suo intervento di una settimana fa, quando aveva promesso «tutto il necessario», ieri si sono scontrate con la diplomazia di Francoforte: Madrid chiude a -5,6%, Milano a -4,64%, il differenziale Btp-bund supera quota 500 mentre l'euro torna sotto 1,22 dollari. La Bce - ha spiegato Draghi - ha tracciato le sue «linee guida» per intervenire contro spread che viaggiano a livelli «inaccettabili»; e si prepara ad «adottare interventi diretti sui mercati di dimensione adeguata agli obiettivi». Il consiglio direttivo di ieri ha anche discusso un nuovo taglio dei tassi, di fronte ai «rischi» posti dalla situazione dei mercati e alla prospettiva d'inflazione sotto il 2% nel 2013, ritenendo però che ancora i tempi non siano maturi. La tempistica dell'intervento anti-spread non è immediata: difficile che la Bce possa muoversi prima di settembre. Ci sono divergenze nel consiglio Bce: se è stato unanime nella difesa dell'euro come progetto «irreversibile», ha però visto «una sola eccezione» sulle linee guida di intervento sui bond governativi. «È chiaro ed è noto», ha detto Draghi, «che la Bundesbank ha le sue riserve sullo schema di acquisto dei bond». E proprio la «Buba» ha incassato una «stretta ed efficace condizionalità» agli aiuti Bce ben maggiore che nei precedenti interventi Bce, sancita dal «memorandum» che gli Stati dovranno firmare con Bruxelles. LA POSIZIONE DEI TEDESCHI. Ma anche i tedeschi, a modo loro, cedono: sulla base delle «linee guide», ora definiranno i dettagli degli interventi anti-spread i tecnici dell'Eurotower, e «a quel punto prenderemo una decisione finale e saranno contati i voti». È il segnale che la Bundesbank può essere messa in minoranza. Inoltre gli interventi della Bce potranno essere più corposi rispetto al programma «Smp» sospeso lo scorso marzo, che con non oltre 20 miliardi di acquisti la settimana era riuscito solo temporaneamente a raffreddare gli spread di Italia e Spagna. La Bce punterà sui titoli più a breve; e sta lavorando su come superare il problema della sua posizione di creditore privilegiato, che lo mette al riparo dalle perdite inflitte ai privati scoraggiando così gli acquisti. In più, l'Eurotower sta valutando «ulteriori misure non convenzionali» come un nuovo maxi-prestito alle banche «Ltro» o un allentamento delle garanzie che chiede loro a fronte della liquidità. Uno schema di difesa che è in evoluzione: la Bce «andrà al di là di quanto stabilito nel Consiglio Ue di giugno», dice Monti. Draghi incassa il plauso del Fondo monetario internazionale, che «dà il benvenuto alla ferma volontà della Bce di effettuare operazioni di mercato della giusta taglia». Accontenta il ministro ministro dell'Economia francese Pierre Moscovici, che chiede celerità per Esm ed Efsf, ma anche l'omologo tedesco Philipp Roesler, considerato un «falco».
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