29.06.2012
IL BILANCIO . Corte dei Conti cauta: «Effetti negativi sulla crescita»
Possibile una riunione dopo il Consiglio europeo Il piano Bondi prevede risparmi già nel 2012
ROMA Quattro giorni e il decreto sulla revisione della spesa dovrebbe essere varato dal Consiglio dei ministri. Il dossier è però al momento congelato in attesa dell'esito del Consiglio Ue: sarà il premier Monti a riaprirlo non appena tornerà a Roma, domenica, quando potrebbe convocare a Palazzo Chigi una riunione coi ministri. L'esecutivo, anche in attesa di avere dati certi sul gettito della prima tranche dell'Imu, non avrebbe ancora definito la strada. Su questo punto ieri sono però cominciate a circolare cifre non ufficiali che parlano di un gettito in linea con le previsioni: sarebbero già affluiti nelle casse del fisco circa 9 miliardi a fronte di una previsione fissata a 9,7. Ora si tratta di capire se varare un decreto legge più leggero (che oscilli fra i 5 e i 7 miliardi nel 2012 e fra i 10-12 miliardi nel 2013 e che serva a evitare l'aumento dell'Iva e a reperire risorse per l'emergenza terremoto) oppure dare il via libera a un provvedimento più pesante e anticipare alcune misure della legge di stabilità. Scelta che potrebbe rispondere alle esigenze di un mutato quadro macroenomico e alla necessità di non farsi sfuggire il pareggio di bilancio l'anno prossimo. Si tratterebbe però, evidenziano fonti di governo, di un'opzione di difficile attuazione in parte a causa del calendario dei lavori parlamentari, che non renderebbe agile l'esame di un provvedimento troppo corposo. Ragion per cui l'orientamento sarebbe di procedere passo dopo passo, varando subito un pacchetto leggero. Qualora si scegliesse questa ipotesi vi sarebbe comunque ancora da sciogliere il nodo degli strumenti da utilizzare. Si valuta se fare leva solo sui tagli alla spesa targati Bondi (e che quindi vanno a intaccare l'acquisto di beni e servizi), oppure prevedere anche l'opzione dei tagli lineari. Scelta che vede numerosi ministeri contrari, a partire dalla Sanità, che rischierebbe così di dover intervenire sul fronte delle prestazioni. La partita dei tagli che sta giocando il governo non convince però la Corte dei Conti. Avverte il presidente di sezione Luigi Mazzillo nella sua relazione: «Il governo è intervenuto nella riduzione della spesa con successo, ma anche al costo di effetti distorsivi e del rischio di avvio di un circolo vizioso per quanto riguarda la crescita». Anche per questo a giudizio della magistratura contabile «uscire dalla crisi richiederà un percorso lungo e difficile anche perché sui conti pubblici i risultati conseguiti appaiono impressionanti ma non basteranno». Cauto il giudizio di Mazzillo sulla lotta all'evasione: «Ci sono stati sforzi straordinari ma lo zoccolo duro è stato appena scalfito». Il vero allarme resta quello della scarsa trasparenza e della corruzione diffusa.
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