28.06.2012
SUMMIT ALL'ELISEO. Passi avanti sul patto di crescita, ma nuovo «no» di Berlino agli eurobond
La Cancelliera rilancia: più Europa, più solidale Il presidente francese: sì a protezioni sui mercati
PARIGI Qualche passo avanti per la crescita, qualche sorriso in più. Ma in un incontro dell'ultima chance all'Eliseo,François Hollande e Angela Merkel ribadiscono i loro punti fermi. La Merkel ha «auspicato» l'approvazione del patto di crescita nel vertice di oggi. «La situazione è seria», ammette: «Abbiamo fatto progressi significativi sul patto per la crescita, spero potrà essere adottato domani». «Abbiamo bisogno di più Europa», prosegue la Cancelliera, «un'Europa che funzioni, i mercati la aspettano, un'Europa i cui membri si aiutino a vicenda». Hollande, da parte sua, assicura che Parigi e Berlino vogliono «approfondire l'unione economica, monetaria e, domani, politica». La partita, ora, si gioca sullo status giuridico del nuovo patto. Il primo obiettivo della Francia è proprio dare «una sovranità giuridica a 27 al patto di crescita». Che, spiega Hollande, dovrebbe formare un grande «insieme nel quale si iscriverà anche il trattato di bilancio Ue», la cui ratifica voleva legare proprio alle misure per la crescita. Durante la cena nei giardini dell'Eliseo, il presidente ha concentrato il negoziato su crescita e unione bancaria, ma anche sullo scudo antispread, proposto a Los Cabos dal presidente del Consiglio Mario Monti. L'Eliseo riconosce «il coraggio e la determinazione delle riforme» italiane, aggiungendo che «non c'è motivo per cui l'Italia debba finanziarsi a tassi di interesse proibitivi». La proposta di utilizzare il fondo salva Stati europeo per un meccanismo di stabilizzazione degli spread, «si può fare, ne discuteremo, le trattative sono in corso», fa sapere l'Eliseo. Più facile l'unione bancaria, dove Parigi e Berlino non sono distanti, mentre sulla Tobin Tax anche Hollande come Monti vulle vedere contropartitte sulla crescita e sullo spread. Sugli eurobond, Parigi cerca di glissare e la Merkel non ripete quel che aveva detto poche ore prima in patria, parlando ai parlamentari tedeschi: «Non esiste alcuna soluzione facile e veloce a questa crisi», ha detto definendo gli eurobond, «economicamente controproducenti», e «il ripetere vecchi errori». La questione non è tecnica ma ideologica: «Siamo contrari alla condivisione del debito. Potrà essere realizzata solo dopo il controllo congiunto sui conti pubblici», ha concluso la Cancelliera. Nel frattempo, meglio accontentarsi del fondo per la crescita uscito venerdì scorso dal vertice di Roma: «È un segnale forte investire l'1% del Pil, il che significa circa 130 miliardi di euro in crescita». Chi vuole di più, sopravvaluta la forza economica della Germania, che «non è infinita», ha avvertito la Merkel.
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