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Italia & Mondo

07.05.2012

Segnali d'allarme per Merkel Verso aperture sulla crescita

GERMANIA. La coalizione di centro-destra sconfitta nel Land dello Schleswig-Holstein
Dalla domenica elettorale una doppia bocciatura all'intransigenza del rigore E domenica un nuovo test

La cancelliera Angela Merkel

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BERLINO Adesso dovrà incontrarlo per forza Francois Hollande. Il quale ha già detto da tempo di voler venire subito a Berlino, dove era stato boicottato. La stretta di mano col nuovo presidente francese, negata per mesi all'avversario di Sarkozy, sarà per Angela Merkel il sigillo della pesante sconfitta della domenica elettorale di ieri che segna cambiamenti radicali nell'Europa in crisi. Da Parigi ed Atene arrivano due schiaffi sonori alla cancelliera: un alt alle dure politiche di austerità che strozzano ogni capacità di ripresa, ben visto, da molti, anche a Roma e Madrid. Ma Berlino tenta subito una contromossa: «Lavoreremo insieme per un patto di crescita» nell'Unione europea, è il primo commento del governo sulla vittoria di Hollande per bocca del ministro degli Esteri Guido Westerwelle, che definisce «evento storico» il voto di ieri. Intanto anche in casa, in Germania, dove si è votato nel piccolo Land settentrionale dello Schleswig-Holstein, i cristiano-democratici della Merkel, sia pur in lieve vantaggio rispetto all'Spd, vedono sconfitta l'alleanza giallo-nera che li ha tenuti finora al governo con i Liberali. È la stessa squadra che governa la Repubblica federale. I risultati però vanno letti a tutto tondo: Cdu e Fdp perdono voti rispetto al 2009, ma il partito della cancelliera resta in testa, circostanza che ha subito rivendicato insieme alla guida del Land. Mentre i Liberali festeggiano un ottimo risultato che li allontana dall'incubo di finire spazzati fuori dall'ennesimo parlamento. Dunque il governo tedesco sembrerebbe salvo da contraccolpi immediati. Almeno fino a domenica prossima, quando si andrà al voto nel ben più importante Land del Nordreno-Vestfalia. Tornando a Merkel che tiene in pugno l'Europa col rigore dei conti, la virata last-minute tentata negli ultimi giorni, rilanciando la crescita, non basterà certo ad attutire il colpo della domenica elettorale. Ha provato a prevenire la «mazzata» mettendo in chiaro, dopo essersi schierata a spada tratta con Nikolas Sarkozy, in più occasioni che la buona collaborazione con la Francia non sarebbe stata comunque messa in discussione, con qualsiasi leader all'Eliseo. Contatti diplomatici sono stati presi con l'entourage di Hollande, che ha dato rassicurazioni sul fiscal compact dopo aver minacciato in campagna elettorale di volerlo rinegoziare per vincolarlo appunto alla crescita. Inoltre Berlino ha ultimamente spinto molto sulla collaborazione con il governo italiano di Mario Monti, provando ad anticipare un'eventuale asse Parigi-Roma.

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