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Italia & Mondo

07.05.2012

«Dirigenti falcidiati» E c'è un nuovo suicidio

CRISI ECONOMICA. Federmanager: «In tre anni persi 100mila posti»
A Venezia si impicca un artigiano Dramma a Napoli, casa ipotecata

Manager: la crisi colpisce

Manager: la crisi colpisce
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ROMA La crisi ha falciato anche la classe dirigente: in tre anni il numero di manager è crollato, con tanti «capi» che a cinquant'anni si sono ritrovati disoccupati. Solo i più fortunati, infatti, sono riusciti a restare occupati, accettando una qualifica più bassa o addirittura diventando co.co.pro, consulenti di piccoli imprenditori. La categoria di chi nel pubblico o nel privato ricopre le posizioni più alte risulta così, in proporzione, una tra le più colpite. Infatti, da dati Istat emerge che il numero degli occupati con profilo professionale di dirigente è sceso da 500 mila unità nel 2008 a 396 mila nel 2011, con una perdita di 104 mila dirigenti, pari a una caduta del 20,8%. La scure si è abbattuta su tutti, senza grandi differenze tra uomini (-21,5%) e donne (-19,7%). È possibile immaginare anche che abbiano risentito della contrazione tutti i comparti, dalla stretta che può avere interessato il settore pubblico ai tagli fatti nel privato. Settore in cui, ha spiegato Federmanager, hanno molto pesato «le ristrutturazioni, le delocalizzazioni e dove il rischio è che il dimagrimento, anche comprensibile dell'organico dirigenziale, possa passare all'anoressia». Dalle cifre sembrerebbe quasi che una minaccia di estinzione, almeno in Italia, incomba sulla categoria. La riduzione del personale dirigente è risultata vertiginosa, segnando una vera e propria rottura, in un contesto di contrazione generale dell'occupazione (tra il 2008 e il 2011 il numero di chi lavora è complessivamente sceso del l'1,9%). La crisi avrebbe portato alcune trasformazioni che hanno investito direttamente i piani alti. Ed ora la categoria si ritrova di fronte al problema di migliaia di persone che a 45-50 anni sperimentano il dramma della disoccupazione ed è sempre più difficile ricollocarle a fronte di un mercato che è fermo. LA CATENA DEI SUICIDI. Ma la crisi che morde non spezza solo futuro e speranze ma continua ad uccidere aggiornando il freddo ed impietoso «bollettino di guerra» dei suicidi. A togliersi la vita un artigiano 40enne, Federico Pierobon, residente a Martellago, nel veneziano, vittima della depressione e di problemi economici. L'uomo nella notte tra venerdì è sabato avrebbe manifestato le proprie intenzioni suicide alla ex fidanzata con un sms per poi impiccarsi nella propria abitazione. La donna, però, aveva il cellulare spento e si sarebbe accorta di ciò che stava accadendo a tragedia avvenuta. Restano invece critiche le condizioni dell'artigiano napoletano 72 enne, Pietro Paganelli, che si è sparato con un colpo di pistola alla testa. La famiglia ha dichiararo che l'artigiano aveva subito mesi fa da Equitalia il fermo amministrativo dell' auto e doveva alla società di riscossione complessivamente 15 mila euro. A spingerlo verso il suicidio sarebbe stata la notizia che Equitalia aveva iscritto un' ipoteca su una casa di sua proprietà a Giugliano per 11 mila euro. Il debito sarebbe nato per un errore del fisco che gli aveva notificato due volte richieste di pagamento della Tarsu e di versamenti all'Inail.

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