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Italia & Mondo

06.05.2012

Monti lavora su crescita e Imu Esodati, decreto per 65mila

LE MISURE. Il premier è pronto a negoziare con la Germania un piano sullo scorporo degli investimenti pubblici
Spuntano nuove ipotesi per l'imposta sulla casa No del Tesoro a trasferire tutto il gettito ai Comuni Possibili due quote: una erariale e una municipale

Il presidente del Consiglio, Monti, con il ministro del Lavoro, Fornero

Il presidente del Consiglio, Monti, con il ministro del Lavoro, Fornero
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ROMA Senza un piano per la crescita si rischia di aggravare la crisi con il rigore. Alla vigilia del voto in Francia e delle amministrative in Italia Mario Monti indica all'Europa l'errore da scongiurare e prova ad indicare una soluzione: più competitività che stimoli la domanda interna attraverso investimenti mirati, ma senza ulteriori indebitamenti. L'ipotesi che torna prepotentemente alla ribalta è lo scorporo degli investimenti pubblici che consentirebbe al nostro Paese una secca ripartenza. «È una delle proposte sul tavolo», fanno sapere da Palazzo Chigi insieme all'emissione di project bond per le grande opere, il potenziamento della Bei (Banca europea degli investimenti), gli eurobond con garazie parziali di ciascun emittente. Il presidente del Consiglio è pronto a prendere l'iniziativa sia negoziando con Berlino, sia in sede europea. Ma contemporaneamente non può abbassare la guardia sul fronte dei conti pubblici. A partire da una paio di questioni spinose: l'Imu e le pensioni. Ieri il Tesoro ha frenato sull'ipotesi, lanciata dal Corriere della Sera, di attribuire ai Comuni il gettito dell'imposta municipale, a fronte di un taglio equivalente sui trasferimenti dallo Stato, che scarica sui sindaci la decisione di esentare la prima casa. Così guadagna terreno la proposta alternativa di spacchettare l'imposta in un tributo erariale ed in uno comunale. In ballo c'è una cifra considerevole: l'Imu sulla prima casa vale 3,4 miliardi. «Dire che decideranno i Comuni significa che il governo cercherà altre forme di entrate», attacca la leader della Cgil, Susanna Camusso. Intanto l'Anci sospende il giudizio in attesa di presentare una sua proposta il 24 maggio. Ma l'Imu non è l'unica polemica tra i sindacati e il governo: c'è anche quella degli esodati. A dar fuoco alle polveri è la decisione del ministro Elsa Fornero di chiudere la partita che riguarda 65mila lavoratori, per i quali il decreto «Milleproroghe» garantisce una copertura da 5 miliardi di euro nel periodo 2013-2019, prima di aprire il confronto sugli specifici interventi per la seconda platea (130mila lavoratori secondo l'Inps, 300mila secondo i sindacati) nel tavolo con le parti sociali fissato il 9 maggio. Anche in questo caso Camusso contesta: «C'è una convocazione, fare un decreto il giorno prima vuol dire che non c'è volontà di relazione con le forze sociali». Tuttavia conferma l'appuntamento di mercoledì prossimo ma ammonisce: «Siamo soltanto al primo atto della vicenda». La soluzione in due tempi, che consente ai lavoratori già individuati di andare in pensione con le vecchie regole ma non chiarisce la sorte degli altri, è respinta anche dalla Cisl che chiede «un confronto serio per risolvere una situazione grave». Ai microfoni di SkyTg24 il vice-ministro del Lavoro Michel Martone getta acqua sul fuoco sottolineando che «il ministro Fornero ha a cuore la questione». Ma non si sbilancia sulla soluzione per la seconda platea di esodati: «Non voglio dire altro per non compromettere la trattativa».

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