05.05.2012
RIFORMA DEL LAVORO. Accordo tra il ministro Patroni Griffi e i sindacati sulle nuove norme per i dipendenti pubblici
Nuove regole su mobilità e licenziamenti disciplinari Più poteri per i dirigenti Il ministro: «Soddisfatto»
ROMA Gestione dei processi di mobilità, rafforzamento dei poteri dei dirigenti, nuove regole sui contratti e sui licenziamenti disciplinari. Sono questi i capitoli chiave della bozza di accordo sul pubblico impiego, raggiunta fra il ministro della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi, i sindacati e gli enti locali nella maratona notturna di giovedì a Palazzo Vidoni, che potrebbe approdare sul tavolo del governo la prossima settimana. E quindi affiancare la riforma del mercato del lavoro messa a punto dal ministro del Welfare Elsa Fornero. Si tratta in pratica del capitolo-articolo 18 per i pubblici dipendenti. «Sono soddisfatto. Sarà una buona base in vista della delega legislativa che a breve presenterò al Consiglio dei ministri», ha commentato Patroni Griffi che ha incassato il via libera del fronte sindacale. Per il segretario confederale della Cisl, Paolo Pirani, si tratta di «un importante traguardo del cambiamento» mentre Nicola Nicolosi della Cgil parla di «un primo segnale di discontinuità dopo le macerie prodotte dalla legge Brunetta». La svolta si è materializzata nella notte di giovedì quando Regioni, Province, Comuni insieme a Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno accolto il documento presentato da Patroni Griffi che ridisegna il lavoro pubblico attraverso un nuovo modello di relazioni sindacali, la semplificazione dei sistemi di valutazione, l'applicazione del lavoro flessibile in linea con la riforma Fornero, il riordino della normativa sui licenziamenti disciplinari «ferma restando la competenza dei contratti collettivi nazionali, come avviene nel privato», ha precisato una nota di Palazzo Vidoni. In particolare vengono rafforzati i doveri disciplinari dei dipendenti e le garanzie di stabilità in caso di licenziamento illegittimo. Inoltre l'accordo sottolinea «una conseguente restrizione sui contratti flessibili» con possibilità di deroga per alcuni settori considerati nevralgici: sanità, ricerca, istruzione. Quanto ai concorsi, senza incidere sulla mobilità volontaria, sono in arrivo alcune importanti novità. L'obiettivo è preciso: puntare sull'esperienza professionale acquisita dai candidati con rapporto di lavoro flessibile.
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