29.04.2012
FAR WEST NELLA CAPITALE. Due gioiellieri assaliti si difendono e sparano: un malvivente morto e due feriti, uno è grave
A perdere la vita è stato Angelo Angelotti, esponente della Banda L'opposizione accusa Alemanno: «Qui comandano le pistole»
Maria Eleonora Lestingi ROMA Torna a far parlare di sé la banda della Magliana. Ma non è un film. Anzi è stata drammatica la sparatoria all'alba di ieri alla periferia sud-ovest della Capitale, a Spinaceto. Intorno alle 5.30 un tentativo di rapina è finito nel sangue: uno dei malviventi, che si erano appostati davanti all'abitazione di due fratelli commercianti di gioielli, è morto colpito al petto; un altro è rimasto gravemente ferito al collo. Un terzo bandito, anch'egli ferito, è stato inseguito e braccato per ore da pattuglie della polizia coadiuvate da un elicottero. Il rapinatore ucciso si chiamava Angelo Angelotti, 61 anni, ed era un ex boss della banda della Magliana. Il fuggitivo, Stefano Pompili, 50 anni, è stato catturato in ospedale, al Cto della Garbatella, dove è arrivato con un proiettile nel torace. Ai medici aveva detto di essere rimasto coinvolto in una lite sotto casa, ma il colpo coincideva con quello della rapina a Spinaceto. Pompili è anch'egli un pregiudicato: alla fine degli anni '90 venne arrestato nell'ambito delle indagini sull'omicidio di un gioielliere a Firenze; dopo un anno fu scarcerato. Il rapinatore più grave, invece, è Luigi Valente, 44 anni, piantonato e in stato di arresto, sempre al Cto, per concorso in tentato omicidio, tentata rapina, porto abusivo d'armi e ricettazione. LA DINAMICA. La rapina è iniziata quando Luca e Andrea Polimadei, di 32 e 37 anni, caricata l'auto, sono usciti dal garage di casa, per recarsi in aeroporto e arrivare poi a Monaco di Baviera, dove entrambi, proprietari di un negozio Compro oro nella zona di Torpignattara, erano attesi alla locale fiera dei preziosi. Con loro avevano un campionario di gioielli del valore di circa 75 mila euro. Uno dei due gioiellieri ha notato un furgone sospetto, poi risultato rubato, in sosta davanti all'abitazione e ha subito intuito che potesse trattarsi di un agguato: infatti, appena il veicolo è partito per uscire dalla rampa del garage, il furgone lo ha speronato su un fianco e i tre rapinatori hanno minacciato le loro vittime con le pistole. Il gioielliere alla guida è rimasto bloccato nell'auto, ma il fratello ha reagito impugnando un revolver, pronto a difendersi. È nata una colluttazione tra uno dei malviventi e il gioielliere, quindi un rapido e violento conflitto a fuoco; subito uno dei banditi, anche loro armati di revolver, è rimasto a terra, privo di vita. Poco dopo anche i complici sono stati feriti. Pure uno dei gioiellieri è rimasto ferito a una mano; gli agenti della mobile di Roma hanno poi ascoltato la testimonianza dei due gioiellieri. GIUNTA SOTTO ACCUSA. Ma intanto, dopo l'ennesimo fatto di cronaca nera, l'opposizione attacca il sindaco di Roma. «Ormai nella Roma di Alemanno è sempre più Far West», incalza il segretario del Pd a Roma, Miccoli. Attaccano anche i Verdi: «A Roma comandano le pistole», mentre il Sel incita Alemanno ad «ammettere che la situazione è fuori controllo e chiedere aiuto al governo». Alemanno, dal canto suo, esprime solidarietà e vicinanza ai gioiellieri: «Dobbiamo sostenere in tutti i modi coloro che sono vittime di attività delinquenziali». Il delegato del sindaco alla Sicurezza, Ciardi, risponde alle critiche: «È alta l'attenzione sulla fiammata di violenza omicida a Roma, che grazie all'impegno delle forze dell'ordine si sta affievolendo».
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