Nuovo fisco, la strada di Monti
LA «FASE DUE» DEL GOVERNO. Il premier torna da Bruxelles: «Italia meno vicina al baratro». E prepara il decreto sulla semplificazione erarialeSubito lotta all'evasione, liste nere, rate a Equitalia Ma un vero taglio alle tasse deve aspettare il 2014 Berlusconi a Palazzo Chigi: Pdl fedele all'esecutivo
ROMA Il calo delle tasse riguarderà i redditi più bassi e le famiglie, ma non sarà immediato. Nel decreto fiscale che arriverà venerdì in Consiglio dei ministri «non ci sarà» una restituzione immediata. È il premier Mario Monti a confermare quanto scritto nella bozza del decreto, nella quale si rinviano al 2014, dopo il pareggio di bilancio, possibili decisioni di calo delle tasse. «Bisogna aspettare» ma non è detto che bisognerà attendere il 2014. Il governo è prudente, «va coi piedi di piombo», per usare l'espressione del presidente del Consiglio, ma si attendono «robusti benefici» dalla lotta all'evasione. Al momento invece nessuna misura sull'Ici per la Chiesa: «Non so se viaggia con il decreto di venerdì», ha detto Monti, «ma è in dirittura d'arrivo». Mancano anche le riforme che dovrebbero invece entrare nella delega: sfoltimento degli sconti fiscali, catasto, abuso di diritto. Comincia così a prendere forma il decreto fiscale. Arrivano le semplificazioni, nuove misure di lotta all'evasione ma anche misure per venire incontro ai contribuenti provati dalla crisi economica: dalla cancellazione dei debiti fiscali sotto i 30 euro al limite nel pignoramento degli stipendi, fino alle rate variabili e crescenti per pagare quanto dovuto a Equitalia. Nessuna tregua invece per chi evade: torna l'elenco clienti-fornitori, che garantirà un controllo delle operazioni. Arrivano le liste «nere» degli evasori: i commercianti e professionisti «ripetutamente» pizzicati a evadere l'obbligo di emettere lo scontrino o la ricevuta fiscale entreranno in liste selettive di contribuenti, dalle quali gli ispettori potranno pescare per nuovi accertamenti. Le parti sociali chiedono al governo di anticipare la misura che prevede un alleggerimento della pressione fiscale. Deve proseguire la lotta all'evasione ma «tutti gli introiti devono essere usati per la crescita, non possiamo pensare di lasciare questa pressione fiscale», ha detto la presidente di Confindustria Marcegaglia. Per il segretariodella Cisl, Bonanni, il taglio fiscale nel 2014 «è troppo lontano». Sul fronte europeo, invece, il Professore insiste sulla necessità che si imbocchi la strada della crescitare ed è soddisfatto per l'accordo raggiunto dall'Eurogruppo sulla Grecia. Sul fronte interno le buone notizie non mancano, ma neanche le preoccupazioni: «Siamo meno vicini al baratro di quanto non fossimo tre mesi fa e questo è percepito dai mercati e dal mondo», dice Monti. Il premer evita però di tornare sui nodi più complessi, come la riforma del mercato del lavoro. Le acque all'interno dei due soci di maggioranza della coalizione, Pd e Pdl, sono agitate. Berlusconi - che descrivono molto preoccupato per il processo Mills (domani è atteso il verdetto sulla richiesta di ricusazione dei giudici) - pranzerà oggi con Monti a Palazzo Chigi: il Cavaliere intende ribadire al premier la lealtà del Pdl e la necessità che il governo acceleri sul mercato del lavoro. Tasto sul quale Bersani invece è in allarme: un «sì» alla riforma da parte del Pd non è scontato in assenza di un accordo con i sindacati. Infine: inizia oggi la maratona che dovrà portare le Regioni e il governo a siglare il nuovo Patto per la Salute 2012-2015 e la proposta di riparto tra le Regioni delle disponibilità per il Servizio sanitario per il 2012.
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