Lusi, il Senato respinge
la «visita» della Finanza

GIALLO A PALAZZO MADAMA. Schifani passa la palla alla giunta delle immunità di Marco Follini

I militari cercavano documenti dell'ex Margherita nella sede Bnl Il pm: solo un contatto preliminare L'ex tesoriere: in pegno 2 immobili
08/02/2012
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La palazzina offerta da Lusi in pegno insieme alla Villa di Genzano

ROMA Documenti contabili, risultanze sui conti: la procura di Roma cerca di definire il quadro finanziario in cui l'ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi si è mosso negli anni della sua gestione. E il caso politico-giudiziario ha rischiato di diventare anche istituzionale. Tutto è nato dalla delega disposta dalla procura agli uomini del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza perché acquisissero alla Bnl documentazione relativa al conto corrente intestato a Democrazia e Libertà. Nel primo pomeriggio alcuni militari della Gdf si sono presentati a palazzo Madama, ma sono stati bloccati dalla vigilanza interna in quanto il mandato dei finanzieri non conteneva la richiesta di accedere negli ambienti del Senato, protetti dalle guarentigie parlamentari. A quel punto le Fiamme gialle pare ne abbiano preso atto e se ne siano andate, mentre il presidente Renato Schifani inviava una lettera al presidente della giunta delle immunità Marco Follini. In una nota, poco dopo, la stessa presidenza del Senato sottolinea che «nessuna richiesta di accesso a conti della filiale della Bnl di Palazzo Madama è stata avanzata alla presidenza del Senato. Il presidente Schifani, avuta notizia che ufficiali della polizia giudiziaria si erano presentati nei Palazzi del Senato per procedere a una verifica su alcuni conti della suddetta filiale senza esibire un provvedimento del quale fosse destinatario il Senato della Repubblica, ha immediatamente richiesto alla giunta delle elezioni un parere sulla regolarità di tale procedura». Nel pomeriggio, poi, il procuratore capo facente funzioni Giancarlo Capaldo, in una nota, ha affermato che piazzale Clodio «non ha disposto l'esecuzione» di acquisizioni «all'interno del Senato e, pertanto, non ha formulato alcuna richiesta di esecuzione del provvedimento al presidente». La procura, facendo intendere che la Finanza abbia agito d'iniziativa, conferma di aver «disposto l'acquisizione di documentazione bancaria alla Bnl Spa» e che, «nel darvi esecuzione», gli uomini della Fiamme gialle prendevano «contatto preliminare con il responsabile dell'Ufficio questura del Senato, informandone successivamente i titolari del procedimento che, appresa la notizia, disponevano l'immediata sospensione dell'attività». Ma le ore calde legate all'arrivo della finanza al Senato erano state precedute da una sorta di offerta di «pegno» da parte di Lusi e dalla delega, sempre alle Fiamme gialle, di acquisire nella sede della Margherita vari documenti. A piazzale Clodio in mattinata si era quindi presentato il difensore del senatore Lusi per formulare una proposta ai legali della Margherita: l'ex tesoriere è pronto a dare in pegno le quote della società Ttt, proprietaria dell'appartamento di via Monserrato, a Roma, e la villa di Genzano. All'incontro ha preso parte anche il legale del partito, l'avvocato Titta Madia. Secondo una prima valutazione i due immobili proposti in pegno valgono circa 5 milioni. L'accordo potrebbe essere formalizzato entro la fine di questa settimana o al massimo nei primissimi giorni della prossima. In questo modo, spiegano i legali, si potrebbe attendere la conclusione dell'indagine penale, per poi rivolgersi «eventualmente» a un giudice civile e chiudere in modo definitivo la questione.