Gelo, è allarme gas Limiti alle aziende

CONSUMI RECORD. Calano i flussi dalla Russia e dalla Svizzera. Scaroni: tranquilli dal week-end
Sì alle centrali ad olio, ma per il via serve un decreto La protesta della Marcegaglia: attingete alle riserve L'Ucraina: pronti a prelevare il metano dei depositi
07/02/2012
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Una panoramica del rigassificatore di Rovigo, ora al 50% di capacità

ROMA È emergenza per le forniture di gas. Il calo dei flussi in arrivo dalla Russia e, ieri, anche dalla Svizzera, il picco di consumi dovuti all'emergenza gelo e i problemi riscontrati al rigassificatore di Rovigo, dove le navi non riescono ad ormeggiare a causa del mare grosso, stanno riducendo le disponibilità di materia prima, tanto da costringere governo e operatori a correre ai ripari e anche la Commissione europea a offrire il proprio aiuto. Il comitato di emergenza riunito al ministero dello Sviluppo economico ha dichiarato lo stato d'emergenza, dando il via libera alla messa in esercizio delle centrali a olio combustibile e ai distacchi programmati delle cosiddette aziende «interrompibili» (quelle cioè che a fronte di riduzioni tariffarie sono disposte ai distacchi di energia), per salvaguardare le famiglie, rimaste invece in decine di migliaia in questi giorni senza elettricità in molte zone del Paese, Lazio in testa. Ci vorrà un decreto legge, un po' come avvenne nella precedente crisi del gas del 2006, per far entrare in esercizio a olio combustibile a pieno regime i gruppi delle centrali elettriche dell'Enel e risparmiare così il gas. In attesa dell'arrivo del provvedimento, il gruppo elettrico potrà procedere a olio per un numero limitato di ore nelle centrali di Piombino e di Livorno, dove sono già partite le relative operazioni. Le centrali dell'Enel che potrebbero essere coinvolte, oltre a Piombino e Livorno, sono Porto Tolle in provincia di Rovigo e Montalto di Castro (Viterbo). Le misure decise ieri consentiranno, secondo l'amministratore delegato dell'Eni Paolo Scaroni, di disporre di 25 milioni di metri cubi di gas al giorno in più, pari all'8-9% dei consumi italiani: «La situazione», ha assicurato, «si tranquillizzerà nel week end». Fino a quel momento bisognerà valutare però anche il comportamento di Gazprom. E intanto l'Ucraina si è detta pronta, per voce del premier Mikola Azarov, ad aiutare la Russia a rifornire di gas l'Europa prelevando metano dai propri depositi sotterranei. Era stato il direttore generale di Gazprom Expert Alexander Medvedev ad accusare nei giorni scorsi l'Ucraina, che controlla i gasdotti che trasportano il gas verso l'Europa, di «assorbire quotidianamente volumi di gas equivalenti a 60 miliardi di metri cubi l'anno, una quantità che supera significativamente i volumi contrattuali». Così le importazioni dalla Russia hanno registrato un calo medio dal 31 gennaio del 20,2%: all'appello mancano 149,6 milioni di metri cubi di gas da Mosca. Alla carenza l'Eni ha fatto fronte ricorrendo alle scorte e massimizzando le forniture da altri fronti, aumentando le importazioni da Algeria e Nord Europa, come ha spiegato Scaroni. La scelta del governo che ha deciso di agire sulle imprese non è però piaciuta agli industriali: Emma Marcegaglia ha chiesto di mettere mano con più decisione alle riserve. «In caso di bisogno sono lì a disposizione», ha assicurato il ministro dello Sviluppo Corrado Passera, aggiungendo che effettivamente «in termini di stoccaggio potremmo fare qualcosa di più».