17.07.2012
CRISI. Il Fondo Monetario stima: Pil italiano a -1,9% nel 2012. Taglio del rating per Lombardia, Lazio, Intesa e Unicredit
Borse in picchiata dopo il report, differenziali Btp-Bund a 488 La Corte Costituzionale tedesca blocca fino a settembre l'Esm
WASHINGTON L'economia italiana si contrarrà sia nel 2012 sia nel 2013. A certificarlo è il Fondo Monetario Internazionale (Fmi), confermando un pil in calo dell'1,9% quest'anno e dello 0,3% il prossimo, in un contesto di forti rischi per l'area euro. «Il tempo sta per scadere, bisogna agire» afferma il Fmi. La crisi di Eurolandia «è la priorità» e può essere contenuta se, a fronte dell'impegno dei Paesi sotto pressione alle riforme, gli altri membri del blocco saranno disposti ad aiutare. E questo perchè anche se i «governi italiano e spagnolo hanno intrapreso importanti passi, questi possono avere successo solo se riescono a finanziarsi a tassi ragionevoli». Alcuni spread in Europa, mette in evidenza il Fmi, non sono giustificati dai fondamentali, per l'Italia si tratta di almeno 200 punti base sui 485 di premio per il collocamento dei titoli a dieci anni. Prova del circolo vizioso, Moody's ha declassato ieri il debito di 23 eneti locali italiani, tra i quali le province autonome di Bolzano e Trento, la Lombardia, il Lazio e le città di Milano e Napoli, e quello di 10 banche: Unicredit, Intesa e altre 8, in linea col downgrade del Paese. Per il Fmi l'Italia raggiungerà un «piccolo surplus strutturale nel 2013» e deve spostare il risanamento dalle entrate alla spesa pubblica. Per il Belpaese il Fondo stima un debito pubblico in aumento a causa dei contributi ai fondi europei, con i quali il debito salirà al 125,8% quest'anno e al 126,4% nel 2013. Preoccupa poi la ratifica dell'Esm, in salita in Germania, dove la Corte Costituzionale rinvia al 12 settembre la decisione sui ricorsi contro il salva-stati e il fiscal-compact. «La ripresa economica globale continua ma è debole» osserva il capo economista del Fmi, Olivier Blanchard. In questo quadro lo spread tra i titoli italiani a 10 anni e gli analoghi tedeschi è schizzato a 495 punti, segnando i massimi dal 16 gennaio scorso, prima di ripiegare sul finire della seduta a 488 punti. BUND ALLE STELLE. Il tasso sul Btp si attesta al 6,10%. In forte rialzo anche lo spread della Spagna, che vola a 557 punti col rendimento dei bonos al 6,80%. E mentre i tassi di Italia e Spagna continuano a viaggiare su livelli da allarme rosso, proseguono in picchiata i rendimenti dei titoli tedeschi, francesi e olandesi. col bund biennale al minimo storico di -0,06%. Sulle piazze azionarie, Madrid è maglia nera con una perdita del 2% mentre Milano riesce a contenere i danni, lascia sul terreno lo 0,36%, nonostante una nuova debacle dei bancari: Unicredit ha perso il 2,22%, Intesa Sanpaolo l'1,37%, Mediobanca il 2,70%, Banco Popolare il 2,09%, Bpm il 2,9%. Chiusura piatta per Londra (-0,07%), Parigi (-0,03%) e Francoforte (+0,13%). L'euro è sceso fino a 1,2176 dollari prima di risalire a 1,2260, mentre è precipitato ai minimi da sei settimane a questa parte contro la divisa del Sol Levante, a 96,17 yen.
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