Riportati in Libia in 240 Maroni: non ci fermiamo
IMMIGRAZIONE CLANDESTINA. Nave della Marina italiana sbarca a Tripoli altre persone, tra cui 48 donne e due neonati. Saranno condotti in un centro di detenzioneBerlusconi rassicura sul pacchetto-sicurezza: «L'ok in settimana, voluto da tutta la maggioranza»
ROMA
La linea è una sola: chi non entra nelle acque territoriali italiane «sarà rispedito da dove è venuto». Parola di Roberto Maroni, ministro dell'Interno: «La fermezza, in materia di immigrazione, continuerà finchè gli sbarchi non cesseranno». E i respingenti infatti continuano, ormai senza sosta. Ieri sono stati riportati a Tripoli, a bordo del pattugliatore «Spica» della Marina Militare i migranti, tra i quali 48 donne e due neonati, soccorsi sabato a sud di Lampedusa, in acque internazionali. Queste persone sono tutte di origine nigeriana. «Abbiamo cominciato cinque giorni fa», ha ricordato il ministro, «e fino ad ora abbiamo respinto oltre sei barconi per oltre 500 clandestini che sarebbero dovuti essere ospitati da noi». E agli stati generali della Lega nessuno nasconde l' entusiasmo per le operazioni in mare e per l'appoggio dato dal presidente del Consiglio Berlusconi alla linea dura del Viminale con il suo «no all'Italia multietnica». Il presidente del Consiglio ieri inoltre ha annunciato: «Questa settimana concluderemo l'iter per il disegno di legge sulla sicurezza voluto», ha specificato, «da tutta la maggioranza». Un provvedimento sul quale il governo ha posto la questione di fiducia
Ieri Maroni ha ricevuto una telefonata dal capo della polizia Antonio Manganelli: «Quando chiama», ha raccomtato il titolare del Viminale, «sono sempre un pò preoccupato. Per fortuna questa volta mi ha confermato che alle 8.15 sono stati riportati a Tripoli altri 240 clandestini». Maroni afferma che, dopo 10 mesi di trattativa con la Libia, si è potuto iniziare ad applicare il principio del respingimento: «Sulle acque internazionali che sono di tutti e di nessuno non possiamo lasciarli? Bene non facciamo altro che riportarli da dove sono venuti. Così applichiamo rigorosamente i regolamenti internazionali. Si tratta di una novità assoluta ma lo è nei confronti dei paesi nord africani e in particolare della Libia. Se noi riusciamo a invertire il corso», ha aggiunto, «chiudiamo la falla, l'emorragia dalla Libia e almeno possiamo dire che la piaga dell'immigrazione clandestina potrà essere risolta così come abbiamo promesso in campagna elettorale». Il ministro Maroni ha anche ricordato gli attacchi e le accuse rivolti ai leghisti proprio in tema di immigrazione: «Siamo stati accusati violentemente perchè l'accordo con la Libia non funzionava, adesso che funziona continuano ad attaccarci. Posso garantire che le critiche e le accuse mosse da qualche rappresentante dell'Onu che non è l'Onu o di organizzazioni cattoliche che non è il Vaticano, mi entrano da un orecchio e mi escono dall'altro». Gli extracomunitari condotti ieri a Tripoli saranno trasferiti in un centro di detenzione libico così come avvenuto giovedì scorso per gli altri 227 di cui 40 donne, tre instato di gravidanza, intercettati nell canale di Sicilia mercoledì e accompagnati a Twescha, 35 chilometri da Tripoli.
