«No, non mi dimetto» Il Pd: è crisi, riferiscano
CONTA IN PARLAMENTO. L'ex alleato: «Il premier non dispone della presidenza di Montecitorio»Gli ex di An pronti a costituire gruppi autonomi L'opposizione attacca. L'Idv: Berlusconi eversivo
ROMA
E adesso in Parlamento sui va alla conta. Le dimissioni di 34 deputati finiani dal gruppo del Pdl sono già in mano al capogruppo Fabrizio Cicchitto. E oggi dovrebbero arrivare a Maurizio Gasparri, ex compagno di strada politica, quelle di 14 senatori. Così in tarda mattinata i gruppi autonomi dei fedelissimi del presidente della Camera dovrebbero già essere costituiti, con correlata conferenza stampa di Gianfranco Fini, politicamente «espulso» dall'ufficio di presidenza del Pdl, che ha anche deferito ai probiviri Italo Bocchino, Carmelo Briguglio e Fabio Granata.
Il premier Berlusconi aveva appena terminato di dare lettura del duro documento politico che sancisce il definitivo divorzio dei due co-fondatori del Pdl. E Fini, riunito con i suoi a Montecitorio, dava la linea: fedeltà al governo e ad ogni impegno preso con gli elettori del Pdl mai in discussione, gruppi autonomi, stop alle esternazioni incontrollate dei singoli. Quanto alla presidenza della Camera, una secca replica al premier che parla di un «venir meno» della fiducia del Pdl rispetto al ruolo di garanzia del Presidente della Camera indicato dalla maggioranza che ha vinto le elezioni: «La presidenza della Camera non è nella disponibilità del presidente del Consiglio. Io non mi dimetto».
Fini ha adesso gioco facile nel portare dalla sua parte quei parlamentari a lui fedeli che ancora ieri aspettavano di vedere quanto duro fosse il documento di censura politica verso il presidente della Camera prima di dare la loro disponibilità all'ingresso in un gruppo autonomo. Berlusconi ha parlato di una insopportabile «forma di dissenso all'interno del partito che si manifesta nella forma di una vera e propria opposizione, con tanto di struttura organizzativa, tesseramento e iniziative, prefigurando già l'esistenza sul territorio e in Parlamento di un vero e proprio partito nel partito, pronto, addirittura, a dar vita a una nuova aggregazione politica alternativa al Popolo della liberta». E più in generale il documento, commentano i finiani «ha superato anche le più pessimistiche previsioni». E ora sarà scissione. Per quanto riguarda la possibilità di formare un gruppo di finiani a Palazzo Madama sarebbero pronti ad entrare nelle file di Fini anche Adriana Poli Bortone e Giovanni Pistorio
IL PD: «QUESTA È CRISI». «Questa è una crisi. Berlusconi venga in Parlamento». Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, lancia un allarme e chiede chiarimenti. «Noi siamo pronti a ogni evenienza», precisa mentre sta alla finestra pronto a qualunque possibilità politica. Sul futuro del governo, il segretario spiega che «c'è una prova di forza, mi auguro che la maggioranza voglia ragionare su una fase nuova». E a chi gli chiede dell'ipotesi di elezioni anticipate, risponde: «Non è un cosa nelle nostre disponibilità o nelle nostre intenzioni, la maggioranza è di fronte a un percorso nuovo». Ma in ogni caso il Pd è «pronto a tutto». Bersani lancia un assist a Fini: «Il deferimento di alcuni esponenti finiani è un processo agli innocenti», Ma anche l'Idv attacca. «È gravissimo», afferma Leoluca Orlando, «che il capo del governo pretenda di cacciare il presidente della Camera, è scelta eversiva. Berlusconi non ha più i numeri per governare».
