Caso P3, Caliendo dai pm Il Cavaliere non convocato

INCHIESTE. «Cesare, nomignolo usato anche per altri soggetti»
I pm non intendono sentire Berlusconi Nel mirino invece il ruolo di Dell'Utri
30/07/2010
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Il sottosegretario Caliendo (Pdl)

ROMA
Lo pseudonimo «Cesare» era solito essere usato dalla presunta loggia riconducibile a Flavio Carboni non solo per i riferimenti al premier Berlusconi, ma anche per altri soggetti ai quali si alludeva nelle intercettazioni. È quanto accertato dagli inquirenti romani che indagano sulla cosiddetta P3. In un'informativa dei carabinieri veniva invece suggerito come il nome «in codice» si riferisse al premier. I riferimenti in questione, è stato fatto notare, non hanno tuttavia rilevanza penale. L'inchiesta del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e del sostituto Rodolfo Sabelli sembra essere arrivata ad uno snodo. In particolare, sarebbe emersa la centralità del ruolo del senatore Marcello Dell'Utri all'interno dell'organizzazione. In attesa dei prossimi interrogatori - oggi il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo (indagato per violazione della legge Anselmi) e domani del governatore della Lombardia Formigoni (come persona informata dai fatti) - gli inquirenti stanno esaminando la relazione degli ispettori di Bankitalia che ha portato al commissariamento del Credito Cooperativo Fiorentino, presieduto, fino a qualche giorno fa da Verdini. Gli stessi magistrati romani, infine, non intendono convocare come testimone il presidente del Consiglio Berlusconi.