Caso P3, Caliendo dai pm Il Cavaliere non convocato
INCHIESTE. «Cesare, nomignolo usato anche per altri soggetti»I pm non intendono sentire Berlusconi Nel mirino invece il ruolo di Dell'Utri
ROMA
Lo pseudonimo «Cesare» era solito essere usato dalla presunta loggia riconducibile a Flavio Carboni non solo per i riferimenti al premier Berlusconi, ma anche per altri soggetti ai quali si alludeva nelle intercettazioni. È quanto accertato dagli inquirenti romani che indagano sulla cosiddetta P3. In un'informativa dei carabinieri veniva invece suggerito come il nome «in codice» si riferisse al premier. I riferimenti in questione, è stato fatto notare, non hanno tuttavia rilevanza penale. L'inchiesta del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e del sostituto Rodolfo Sabelli sembra essere arrivata ad uno snodo. In particolare, sarebbe emersa la centralità del ruolo del senatore Marcello Dell'Utri all'interno dell'organizzazione. In attesa dei prossimi interrogatori - oggi il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo (indagato per violazione della legge Anselmi) e domani del governatore della Lombardia Formigoni (come persona informata dai fatti) - gli inquirenti stanno esaminando la relazione degli ispettori di Bankitalia che ha portato al commissariamento del Credito Cooperativo Fiorentino, presieduto, fino a qualche giorno fa da Verdini. Gli stessi magistrati romani, infine, non intendono convocare come testimone il presidente del Consiglio Berlusconi.
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