Attacco ai giornali, scontro su Berlusconi

DDL INTERCETTAZIONI. Al via le audizioni alla Camera, ma per l'iter si allungano i tempi
Il premier: «Falsità sul G20, scioperino i lettori». Opposizione in piazza il 1 luglio. La finiana Bongiorno «epurata» da «Chi»
29/06/2010
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La deputata Pdl Giulia Bongiorno e la showgirl Michelle Hunziker

ROMA
Se i giornali organizzano manifestazioni di protesta contro la «legge bavaglio» minacciando lo sciopero, il presidente del Consiglio non sta fermo a guardare. Arrivato in Brasile Berlusconi lancia una controffensiva: a scioperare, propone, siano gli italiani «per insegnare ai giornali a non prendere in giro i loro lettori». Lui ce l'ha in particolare con quanto è stato scritto in questi giorni sul G20, ma il riferimento alle intercettazioni e alle polemiche che ne sono nate, è evidente. In realtà, ribatte il leader dell'Idv Di Pietro, a «disinformare» sono i giornali di proprietà del premier che «vogliono descrivere il Paese del Bengodi, quando la realtà è un' altra». Il presidente dei senatori del Pd, Finocchiaro, definisce «gravissime le affermazioni del presidente del Consiglio contro i giornali»: «Sono l'ennesima testimonianza di un'ossessione per la libertà di informazione che non si ferma davanti a nulla e che non esita a incitare gli italiani a non pagare il canone tv oppure, come ora, a non acquistare i quotidiani». Il presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana, Roberto Natale, denuncia: «Berlusconi, titolare di una gigantesca concentrazione mediatica che sottrae risorse alla carta stampata, boicotta. E un clamorso conflitto d'interessi».
In un clima di scontro totale, con i giornali e le opposizioni che si preparano a scendere in piazza il 1 luglio, prendono il via oggi le audizioni in commissione Giustizia della Camera sul ddl intercettazioni. Si comincerà con il docente di Procedura penale Glauco Giostra per continuare poi con i rappresentanti di Fieg e Fnsi. Questi ultimi hanno già pronta una proposta alternativa: prevedere, spiega il segretario della Fnsi, Siddi, «un'udienza-filtro attraverso la quale eliminare, dagli atti che si depositano, quelle parti che possono incidere sulla vita delle persone» ma che nulla hanno a che fare con le indagini. In più, si propone l'istituzione di un giurì per la lealtà dell'informazione. Domani, invece, sarà la volta del Procuratore nazionale Antimafia Grasso che ha lanciato un allarme: con il ddl Intercettazioni così com'è, avverte, saranno a rischio le indagini sulle «nuove mafie». La commissione presieduta da Giulia Bongiorno ascolterà quindi il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone e i vertici dell'Anm. Poi si attenderanno le decisioni che dovrebbe prendere la Conferenza dei Capigruppo di Montecitorio. Se il testo verrà calendarizzato per l'Aula entro luglio, vorrà dire che il ddl potrà essere esaminato nella prima settimana di agosto. Intanto l'amministratore delegato di Sky, Tom Mockridge, annuncia che se il direttore di Sky Tg24 Emilio Carelli dovrà andare in carcere per violazione della norma «bavaglio», sarà pronto ad andarci anche lui. Lo stesso faranno i parlamentari dell'Idv.
«CHI» EPURA LA BONGIORNO. E l'avvocato Bongiorno - colei che ha chiesto le audizioni sul ddl intercettazioni - è stata ieri al centro di un caso giornalistico. La rubrica che l'esponente Pdl vicina a Fini tiene sul settimanale «Chi» (Gruppo Mondadori) con la presentatrice tv Michelle Hunziker per la loro Fondazione Doppia Difesa, è stata tagliata, secondo le autrici «senza preavviso». Ma il direttore Alfonso Signorini si difende dall'accusa di epurazione: «La rubrica è andata avanti oper tre anni e non se l'è mai filata nessuno. È stata tagliata insieme ad altre, perché non in linea con il restyling della rivista. L'idea che qualcuno abbia voluto imbavagliare la Bongiorno è patetica». Bongiorno e Hunziker si sono dette offese dalla ricostruzione di Signorini: «Contrasta con fatti e dichiarazioni dei suoi collaboratori. Comunque siamo orgogliose del fatto che decine di testate si siano già dette pronte a ospitare la rubrica».