La Francia punisce Sarkozy Un elettore su due non vota

REGIONALI. Batosta per il presidente e il suo partito che si ferma al 26,7%. Risultato storico per il Ps che vola al 29,5%
Affermazione dei socialisti e astensione record nel primo turno del voto. I verdi terza forza L'estrema destra supera l'11%
15/03/2010
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Carla Bruni e Nicolas Sarkozy nel seggio elettorale

Giacomo Leso
PARIGI
La «gauche», e l'astensione, vincono il primo turno delle regionali in Francia. Se il 53% degli elettori si è astenuto dal voto, mostrando la disillusione, la disperazione, la sfiducia nei confronti della politica, oltre il 50% di coloro che hanno votato ha sanzionato il partito della maggioranza presidenziale votando per i partiti dell'opposizione. Un primo schiaffo a Nicolas Sarkozy che rischia di trasformarsi in una bagarre generale in tutte le regioni di tutto il Paese, la prossima settimana, al secondo turno. Solo l'Alsazia, tradizionalmente a destra potrebbe rimanere al partito del presidente.
Il Partito Socialista diventa il primo partito nel Paese con il 29,5% dei voti. L'Unione della maggioranza presidenziale passa in seconda posizione con il 26,7% dei voti espressi.
Europe Ecologie si attesta come terza forza politica con il 12,5% dei voti. A sorpresa, la destra estrema riprende fiato dopo diversi risultati negativi nelle precedenti elezioni. Arriva in quarta posizione con l'11,7% dei voti e, superando lo sbarramento del 10% in oltre 10 regioni, rischia di compromettere la vittoria della destra presidenziale.
Entro martedì, in quasi tutte le Regioni la sinistra unirà le sue liste e i suoi programmi. La destra, con il suo partito unico, si troverà quindi senza riserve di voti, se non quella rappresentata dagli astensionisti. I centristi del Modem di François Bayrou non raggiungono in nessuna regione nemmeno il 5% dei voti necessari ad ottenere il rimborso delle spese elettorali. C'è quindi il rischio che il centro in Francia scompaia.
Martine Aubry, segretario nazionale del Partito Socialista, ha ringraziato gli elettori che hanno concesso al Ps «un risultato storico», e sotto lo slogan «Le Regioni che amiamo» ha ripreso una frase di Lionel Jospin non usata durante il secondo turno delle presidenziali del 2002, «I francesi hanno detto che vogliono una Francia più giusta e più forte». Aubry potrebbe prendere questo voto, come un incoraggiamento a presentarsi alle presidenziali del 2012. Sulla sua strada potrebbe però trovare Ségolène Royal, l'ex candidata socialista alla presidenziale del 2007, che ieri sera si è accreditata del miglior risultato rosa con il 39% delle preferenze nella sua regione, il Poitou Charente. Durante la campagna, ha affermato che potrebbe presentarsi nel 2012 anche senza l'investitura socialista.
A destra, vedette tv e personalità politiche, hanno ricordato che fino a domenica prossima non è detto che la sinistra vinca, né che la destra sia sconfitta. Dopo una tesa riunione all'Eliseo, attorno al presidente della Repubblica il premier François Fillon ha stimato che la debole partecipazione al voto non permetteva di trarre un insegnamento nazionale. Ma tutti e 20 i ministri candidati sono stati sanzionati.
L'eurodeputato verde Daniel Cohn-Bendit ha aperto al Ps affermando che, la sinistra oggi sa che vuole vincere le Regionali ma mantenere l'unione anche per le prossime scadenze elettorali, cioè le presidenziali del 2012.