Berlusconi: «Nel Paese un clima avvelenato»
LO SCONTRO POLITICO. Alla festa per don Verzè, il premier accusa la sinistra e mobilita il partitoIl riferimento è alle intercettazioni e all'esclusione del Pdl in Lazio Di Pietro: «È chiaro che mi teme» E Fini fonda una sua corrente
ROMA
In questi giorni nel paese c'è «un'atmosfera avvelenata». Lo denuncia il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, che si è detto contento di aver trascorso a Milano, alla festa per i 90 anni di don Luigi Verzè, una mattinata dal clima ben diverso. Tanto che il premier ha fatto suo un detto napoletano: «Tengo il cuore nello zucchero».
Il riferimento è anche alle inchieste della procura di Trani su presunte pressioni di Berlusconi per la chiusura di trasmissioni come «Annozero» e l'indiscrezione su una telefonata del premier che si sarebbe lamentato con il commissario Agcom Innocenzi di Di Pietro: «Non lo si può vedere in televisione che fa quella faccia», e ne avrebbe chiesto l'estromissione. L'ex pm, leader dell'Idv, ne fa un motivo d'orgoglio. «È comprensibile che Berlusconi mi tema», commenta, «perché vede me e l'Italia dei valori come una spina nel fianco».
La tensione politica è ormai salita alle stelle dopo l'ultimo no del Consiglio di Stato alla partecipazione della Lista pdl di Roma alle elezioni regionali eOra il centrodestra si prepara a scendere in piazza, sabato prossimo a Roma, per protestare contro quello che non esita a definire «un abuso» e contro il clima di odio e di veleni alimentato dalla sinistra.
«Ci hanno scippato la lista, ma non ci scipperanno il presidente: questa non gliela diamo vinta», ha affermato il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto. Anche se la lista Pdl-Roma non ci sarà sulla scheda elettorale, il centrodestra invita a votare per le altre liste che sostengono la candidata governatore del centrodestra Renata Polverini. «Dobbiamo sconfiggere» ha affermato, «questi ladri di voti e di liste». Si è generata troppa confusione, ha detto Renata Polverini, e bisogna invitare le persone ad andare a votare per cambiare questa regione.
A Milano, invece, è stata definitivamente riammessa la Lista per la Lombardia che sostiene Roberto Formigoni come candidato del centrodestra. Il Consiglio di Stato, ha dichiarato il governatore della Lombardia, ha dato ragione al nostro operato.
Nel Pdl aumenta intanto il fermento delle due anime del partito, rappresentate dagli ex Forxa Italia e dagli ex An. In un editoriale sul «Giornale», Vittorio Feltri ha rivelato che il primo aprile Gianfranco Fini darà vita ad un nuovo gruppo politico che sarà la risposta ai Promotori della Libertà, i «fedelissimi» di Silvio Berlusconi.
La notizia è stata confermata. Il nuovo gruppo si chianerà «Generazione Italia» e, è stato precisato, si tratterà di una formazione politica vicina al presidente della Camera che si impegnerà non contro il Pdl ma «per renderlo più forte». Comunque vada, dopo il voto - che per governo e maggioranza assume sempre più la portata di una verifica di «mezzo termine» - il Pdl dovrà rimettersi in discussione.
«Generazione Italia» avrà un simbolo, un webmagazine, uno statuto, un'associazione per radicare sul territorio dirigenti nazionali, locali ed iscritti, una mega convention già organizzata da Italo Bocchino per l'8 e 9 maggio a Perugia con tanto di 1.200 delegati e slogan: «Destinazione Futuro». Fa riferimento in tutto e per tutto a Fini, ma guai a parlare di «corrente» o di «partito del presidente»: «È un modo di aggregare all'interno del Pdl», spiegano i fondatori, «un sistema per coinvolgere ed organizzare le forze in attesa che il partito si strutturi e si organizzi meglio».
