«Il Pdl sa solo offendere chi chiede legalità»
Forti del successo della manifestazione di sabato scorso in piazza del Popolo, Pd e Idv hanno puntato il dito contro il premier «pasticcione» e «dittatorello». Il leader dell'Idv Antonio Di Pietro, ricordando che le Regionali avranno un significato politico nazionale, ha auspicato che «i cittadini rimandino a casa il dittatorello nostrano prima che sia troppo tardi».
È polemica intanto sulle cifre della manifestazione. Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, come già aveva fatto la questura di Roma, ha smentito che in piazza ci fossero 200mila persone, come sostenuto dagli organizzatori. Al massimo, ha affermato, erano 25mila. Si è trattato comunque di «un'ammucchiata», secondo il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Paolo Bonaiuti, «l'insieme del peggio che vi possa essere»: ossia la sinistra riformista insieme a quella estremista, l'estremismo radical chic alla Bonino e poi Di Pietro «a cui la sinistra è ammanettata». Contro Di Pietro si è scagliato il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone, che lo considera il maggior responsabile del clima d'odio nei confronti di Berlusconi.
Per il presidente del Pd Rosy Bindi «a destra sono evidenti l'imbarazzo e il timore di perdere elezioni e credibilità politica» e ha attaccato il Pdl che «sa solo insultare centinaia di migliaia di cittadini che con serenità e determinazione sono scesi in piazza per esprimere la voglia di legalità e trasparenza».
Per Massimo D'Alema, «Berlusconi è debole quando si tratta di affrontare i problemi degli italiani e pasticcione perfino nell'arroganza». L'ex leader Ds Piero Fassino ha invece annunciato che chiederà «a suore e preti italiani, fino al cardinale Angelo Bagnasco, di votare Pd alle elezioni regionali di marzo». Il presidente dei Verdi Angelo Bonelli ha sottolineato che «dopo la manifestazione c'è un clima diverso e di speranza, che ci porterà ad una vittoria alle prossime elezioni».
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