A Trani gli uomini di Alfano Bossi: «Silvio sia più cauto»

L'INCHIESTA. Oggi l'arrivo degli ispettori per chiarire eventuali abusi
Il procuratore Capristo: «Siamo a disposizione» Cicchitto: «Uso politico delle intercettazioni»
15/03/2010
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Il leader leghista Umberto Bossi

ROMA
Gli ispettori del ministero della Giustizia saranno oggi a Trani per fare chiarezza sulle «patologie» (così le ha definite il ministro Alfano) riscontrate nell'inchiesta riguardante le presunte pressioni di Berlusconi per bloccare la trasmissione «Annozero».
Da parte nostra, ha affermato il procuratore capo di Trani, Carlo Maria Capristo, non c'è nessun timore per l'arrivo degli ispettori e «siamo a disposizione a dare ogni chiarimento». Ha anche escluso contrasti nel pool di magistrati, ha negato che l'inchiesta possa essere trasferita e ha infine confermato che è stata aperta un'inchiesta sulla fuga di notizie. Gli ispettori del ministero della Giustizia si occuperanno soprattutto del problema della competenza territoriale, dell'eventuale abuso delle intercettazioni e della rivelazione del segreto d'ufficio. I magistrati, intanto, ordineranno la distruzione delle intercettazioni di ministri e politici ritenute penalmente irrilevanti.
Ed è sempre polemica sull'inchiesta. Mentre per il capogruppo dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, è scandaloso che il premier Berlusconi ed il direttore del Tg1, Minzolini, siano stati intercettati, e questo a suo parere dimostra che alcuni pm intendono usare le intercettazioni per fini politici, un appello a moderare i toni viene da Umberto Bossi che definisce questa vicenda «una cosa da matti». Ma Berlusconi, avverte Bossi, «dovrebbe stare più attento, non è che un presidente del consiglio possa non parlare al telefono perché sa sempre di essere intercettato».
Di tutt'altro avviso il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, secondo cui la vicenda «è un attentato politico alla democrazia grosso come una casa» perché il presidente del consiglio si sarebbe «attivato per zittire la voce dell'opposizione». Piero Fassino definisce «un episodio squallido» la telefonata di Berlusconi che «detta cosa deve fare» al direttore del Tg1. Gli risponde il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, ricordando che «Fassino faceva telefonate a Consorte per seguire attività illecite della sinistra bancaria.