A fuoco il discobar, in 4 senza scampo
LA TRAGEDIA. Le fiamme sono divampate da un altoparlante, si salvano in 40 e una decina di persone va all'ospedaleSono rimasti imprigionati nel locale perché la porta di sicurezza era bloccata Il club era senza permessi
ROMA
Dal ballo alla trappola di fumo, dalla festa alla tragedia. Sono bastati alcuni interminabili minuti a trasformare un anonimo seminterrato a luogo di paura e morte per quattro giovani stranieri, un peruviano di 25 anni, un romeno di 24 e due ragazze di 25 e 21 anni una del San Salvador l'altra del Guatemala, che partecipavano ad una festa privata nel circolo culturale «Sabor Latino» a Roma.
Un locale, si è poi capito in giornata dopo gli accertamenti dei carabinieri e dei vigili del fuoco, al quale mancavano alcune autorizzazioni proprio inerenti allo svolgimento di feste di questo tipo. Ma, soprattutto, un locale al quale mancava l'uscita secondaria antincendio. Anzi la porta c'era ma era difettosa e per questo il titolare del club, un cittadino macedone di 50 anni, è stato denunciato con l'accusa di omicidio colposo plurimo.
Una delle vittime, il cittadino peruviano, era il dj della serata che, una volta divampato l'incendio ad uno degli amplificatori dell'impianto musicale, ha tentato di spegnerlo insieme ad altre persone. Poi non riuscendoci ha tentato la fuga insieme agli altri tre giovani, non dalla porta principale come gli altri partecipanti alla festa, ma da quella sul retro.
Gli investigatori hanno confermato che l'uscita di sicurezza del locale era bloccata e questo avrebbe impedito ai quattro giovani di fuggire e mettersi in salvo, come invece hanno potuto fare gli altri ospiti, una quarantina circa, che sono fuggiti dall'entrata principale. Una decina di persone è rimasta leggermente intossicata. I vigili del fuoco hanno ricevuto la chiamata alle 23.53 e sono arrivati sul posto dopo quattro minuti.
E anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno accusa. «Il circolo Sabor Latino era stato già oggetto della determina comunale che aveva proibito al gestore ogni attività di intrattenimento danzante, perché il locale era privo dei requisiti previsti per legge per questo tipo di attività».
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