«Tosca nel vortice d'amore»
OKSANA DYKA
È la grande speranza della Fondazione Arena che confida di aver trovato in lei l'artefice femminile ideale per i prossimi cartelloni estivi. È Oksana Dyka, giovane soprano ucraino con studi a Kiev, tutto grinta e carattere da vendere, all'esordio in anfiteatro. Questa sera (alle 21) torna da protagonista in Tosca nell'allestimento di Hugo De Hana che ne ha curato regia, scene, costumi e luci.
Accanto a lei, nel ruolo di Mario Cavaradossi, è il tenore Marcello Giordani. L'orchestra è diretta da Pier Giorgio Morandi. La parola al soprano.
Il debutto in Arena, finalmente, è arrivato
È molto importante per il curriculum, perché l'Arena è sicuramente uno dei maggiori vertici teatrali al mondo.
Da quanto tempo è in Italia?
Da due anni e mezzo. Vivo in un paesino della provincia lucchese, un luogo silenzioso e discreto. Mi piace molto. Sono i posti dove è poi vissuto anche Puccini. Non so ancora parlare bene l'italiano. Ma quando canto mi dicono che ho una bella pronuncia. Speriamo bene.
Come l'hanno scoperta i responsabili artistici dell'Arena?
A Berlino, in un concerto per l'ambasciata italiana.
In quante altre occasioni ha incontrato il personaggio di Tosca?
Questa di Verona è la mia quarta produzione. L'ho debuttata in Francia a Montpellier, in Svezia ed in un festival nel Nord Europa. Ho letto a lungo il soggetto e la vicenda teatrale scritta da Sardou. La mia Tosca non è brutale, ma abbastanza dolce, è una donna che si fa trascinare con facilità nel vortice amoroso. Credo di essere maturata per questo ruolo, dopo aver lavorato con il regista De Ana. Lui è un genio, informatissimo su tutto quello che riguarda anche l'epoca storica in cui si sviluppa la vicenda: i tempi della vittoria di Napoleone alla battaglia di Marengo.
Quali sono i momenti cruciali dell'opera per la protagonista?
Sicuramente il secondo atto, nell'incontro con Scarpia e parlo anche di difficoltà teatrali. Vocalmente sono tutte concentrate nella celebre romanza Vissi d'arte.
Da cosa è composto il suo repertorio?
Da Madama Butterfly, Mazeppa, Eugenio Oneghin, Aida e poco altro. Tosca è l'opera più drammatica che ho in repertorio.
Cosa si aspetta dopo Verona?
Niente. In Arena sono venuta a sentire La Bohème qualche anno fa, ma mai mi sarei sognata di poterci anche cantare. Ho ammirato un grande tenore come Marcello Giordani. E adesso canto proprio con lui!
Le avranno già promesso qualche contratto per l'Arena del futuro.
Non ho avuto promesse per la prossima stagione. Mi piacerebbe fare Aida, ma è un sogno che per ora va forse messo nel cassetto: è ancora troppo presto. Sono molto calma, non ho alcuna fretta. Datemi un po' di tempo. Intanto preparerò presto Madama Butterfly, in Austria e in Spagna a Valencia. Il mio sogno, però, sarebbe cantare Mozart: impazzisco per le Nozze di Figaro, per esempio. Chissà se le proporranno anche al Teatro Filarmonico.
Gianni Villani
