Piacere, Pioli «Grazie, Chievo ti conquisterò»
STEFANO PIOLI
Si erano lasciati. Ma il destino ha voluto farli ritrovare al momento più opportuno Stefano Pioli e il Chievo. Il tecnico parmigiano a Verona è di casa. Ha giocato nell'Hellas. Due anni al fianco di Marco Pacione, attuale team manager gialloblù. E poi da allenatore sette anni fa ha visto arrivare la chiamata della società della Diga che gli ha consegnato la Primavera. Pioli, poi, si è messo a correre per le vie del calcio. E oggi ha ritrovato Verona che scoppia d'estate. Il Chievo è rimasto sempre lo stesso. Una società che non ha paura di scommettere. Stefano ha scoperto trucchi e segreti dell'uomo che pretende di fare l'allenatore. Ieri, dunque, all'hotel Leopardi è scattata la nuova era Pioli. E giusto per ricordare. Stefano era presente a Grosseto il giorno del ritorno in A del Chievo. Lui allenava i maremmani. E poi c'è anche un'interessante analogia con il mondo di Mimmo Di Carlo. Tutti e due hanno esordito in A con il Parma. Tutti e due sono stati costretti ad abdicare. Tutti e due hanno ritrovato la A con Campedelli. Ora Stefano deve fare il passo che manca. E che Mimmo ha già fatto. Finendo in gloria
Pioli, ritrova il Chievo a sette anni di distanza dal suo primo passaggio a Verona. Era destino?
"Ci speravo, perché la prima esperienza era stata molto positiva, e ho capito il significato importante dell'ambiente Chievo. La struttura è solida, le persone sono serie e competenti. Adesso ci siamo incontrati di nuovi, e siamo pronti ad iniziare questa nuova avventura".
Ritrova anche la serie A...
"La prima esperienza è stata negativa. Ma a Parma ero partito da una base completamente diversa.
Non avevo trovato una società solida e abbiamo vissuto un periodo molto travagliato. Qui è diverso. Inoltre ritrovo la A arricchito da esperienze molto importanti".
Sostituisce Di Carlo, tecnico che ha tante analogie con il suo percorso professionale...
"Sì, lo so. A Parma abbiamo avuto entrambi una grande occasione. Non è andata bene. Ma nel nostro ambiente bisogna sempre avere la forza di rilanciarsi. Lui qui al Chievo è stato bravissimo e ha ottenuto grandi risultati"
Le sue parole magiche?
"Entusiasmo, caparbietà, convinzione. Le idee sono chiare. Il punto di partenza è naturalmente la salvezza. E poi qui troverò una cultura del lavoro importante. Lo pretende il Chievo, e così avrò la possibilità di misurarmi con un gruppo di giocatori abituati a lavorare con criterio, logica e continuità".
Che allenatore è Pioli?
"Molto esigente. So che il valore aggiunto è quello che si è disposti a mettere sul campo. Accetto il confronto, tenendo ben presente il rispetto dei ruoli. Ma dai giocatori voglio tutto".
Il modulo resterà quello del suo predecessore, il 4-3-1-2?
"La base sarà quella dell'anno precedente. Voglio dare continuità al lavoro. La difesa rimarrà a quattro e il centrocampo a tre.
Poi se eventualmente potremo trovare delle variabili, si potrà cambiare qualcosa nella fase offensiva. Conterà, comunque, molto di più l'atteggiamento. Noi dovremo diventare il prima possibile 'squadra".
L'allenatore che le ha trasmesso qualcosa di importante?
"Ho fatto il mio percorso, ho le mie idee e cerco di trasmetterle alla squadra. Posso dire che Bagnoli è stato un allenatore che per praticità, concretezza e correttezza nei rapporti mi piaceva molto. Ma non voglio assolutamente creare confronti".
Come si arriverà quest'anno alla salvezza?
"Proponendo un ben calcio. Non dovremo essere passivi. La mia dovrà essere una squadra che si difende attaccando. Dovremo attaccare gli spazi e i portatori di palla avversari. E una volta recuperata palla dovremo avere idee, velocità e soluzioni di gioco".
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