Iniziato il taglio delle robinie
protesta in regaste San Zeno

VERDE PUBBLICO. Movimento Nonviolento e Amici della Terra sul posto con alcuni cittadini. «Perché eliminarle tutte e non solo quelle malate?» Tosato: «Ci sono perizie, noi tuteliamo l'incolumità»
28/10/2009
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Le prime operazioni di taglio delle robinie di regaste San Zeno, ieri mattina FOTO MARCHIORI

Verona. Nuova mobilitazione per le robinie di regaste San Zeno, ieri mattina, da parte del Movimento Nonviolento e degli Amici della Terra, rappresentati da Mao Valpiana ed Ermanno Butti che a mezzogiorno hanno convocato una conferenza sul posto, mentre le seghe elettriche avevano già ridotto a un tronco mozzo il primo dei 24 alberi che ombreggiano una delle passeggiate più belle della città, quella che, snodandosi a fianco dell'Adige, conduce da San Zeno a Castelvecchio.
Le due associazioni già domenica in tre ore avevano raccolto 330 firme per dire no al taglio, e anche ieri qualche abitante del quartiere si è radunato per manifestare la contrarietà a un provvedimento che Valpiana e Butti mettono in discussione «non per difesa della piante tout court - alcune sono in effetti pericolose - ma perché l'intervento previsto investe anche piante che non sono affatto pericolose».
«Abbiamo chiesto più volte di vedere l'ordine di servizio dell'Amia», ha aggiunto Valpiana, «e di sapere se dopo la perizia del 2006, nella quale venivano definite pericolose solo 11 piante delle totali 24, è stato fatto qualche altro accertamento. Altrimenti non si capisce perché l'intervento debba investire tutte le robinie. Siamo dunque convinti della necessità di una nuova perizia. Condividiamo la necessità dell'intervento ma solo dove necessario. La ragione per cui sosteniamo ciò è legata anche al paesaggio: in un sito così importante il lavoro va eseguito gradualmente. E poi una pianta adulta è un'importante fonte di ossigeno: toglierla ha senso solo se è davvero pericolosa. Perciò vorremmo anche richiamare l'attenzione sul fatto che la causa della debolezza di molte robinie è stata la scelta di potature radicali: perché insistere su questa strada?».
«Mi pare che quello di Butti e Valpiana sia un gesto politico», replica l'assessore ai Giardini Paolo Tosato. «A differenza loro, noi dobbiamo prenderci cura, oltre che del verde, dell'incolumità dei cittadini e Amia, basandosi sulle perizie di esperti di fiducia, ha detto che alcune di queste piante sono pericolose, in quanto dentro sono marce e rischiano pertanto di crollare sui passanti. In ogni caso si procederà al taglio solo delle robinie davvero malate, ed è prevista la messa a coltura di nuovi 36 tigli e 1.200 piantine di rose. Nello scorso inverno Comune e Amia hanno piantumato 1.200 nuovi alberi: il dato dice di per sé che la cura del vedere non è perseguita solo con tagli, ma che c'è attenzione da parte nostra al verde pubblico. Quando però diventa pericoloso, si deve tutelare l'incolumità dei cittadini".A.G.

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1cencionissimo - 28/10/2009 17:47

fino adesso ho continuato a fidarmi...ma mi stanno mettendo a dura prova: dal presidente del consiglio in giù fino al gradino più in basso della scala gerarchica. 1.200 piantine di rose.... così se si ammalano nessuno si lamenta se vengono estirpate.

2friden68 - 28/10/2009 13:03

ma basta! siamo tutti degli esperti botanici? no, dunque, LASCIAMO L'AMMINISTRAZIONE FARE IL PROPRIO LAVORO E FIDIAMOCI!

3kreuss - 28/10/2009 12:53

San Zeno ancora una volta VITTIMA dell'attuale amministrazione. Un bel grazie ed altri voti in meno alle prossime elezioni.

4cencionissimo - 28/10/2009 12:03

...preparatevi al parchetggio per i residenti anche sui bastioni. Il disegno è chiaro!

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