Dopo 10 anni si scia a Novezza

FERRARA DI MONTE BALDO. Già 5 ditte hanno espresso il loro interesse: il costo dell’operazione è di 538mila euro


Il Consiglio oggi vota la convenzione per progettare, costruire e gestire l’impianto: il 1° stralcio prevede un tappeto mobile e un sistema di innevamento
16/10/2009
Zoom Foto
L’impianto di risalita di Novezza è abbandonato da dieci anni

Ferrara di Monte Baldo. La neve caduta l'inverno scorso ha rianimato il Comune di Ferrara di Monte Baldo che ha deciso di lanciarsi nella nuova avventura di riaprire la stazione sciistica di Novezza. Va in Consiglio oggi, alle 18, la Convenzione per la concessione di progettazione, costruzione e gestione del primo stralcio degli impianti, che prevede due interventi: il tappeto mobile per una pista baby e l'impianto d'innevamento programmato. Questo è il secondo punto all'ordine del giorno, insieme al piano casa.
«L'amministrazione, tramite una procedura negoziata, intende procedere con l'affidamento della concessione della progettazione definitiva ed esecutiva, della costruzione, manutenzione e gestione dell' intervento per il rilancio dei nostri storici impianti sciistici, chiusi da quasi dieci anni. Stiamo parlando», ribadisce il sindaco Paolo Rossi, «del primo stralcio, che prevede un tapis roulant per bambini e l'impianto d'innevamento». «Sono opere approvate con delibera di giunta proprio il 29 settembre di un anno fa. Hanno espresso il loro interessamento cinque ditte, che hanno chiesto di partecipare alla successiva procedura negoziata i cui termini saranno entro la fine del mese, sulla base della convezione che va in Consiglio oggi».
L'importo complessivo, come previsto dal preliminare, è 538.164,88 euro finanziato per 245.032,50 dalla Regione mentre 293.132,38 è la quota parte del Comune, che conta di ricavarla dalle entrate del contratto di gestione ventennale. «Per costruire l'impianto di risalita è prevista una spesa di 297.665,50 euro, che gode di un contributo di 148.832,75», precisa il sindaco, «mentre per realizzare l'innevamento la spesa sarebbe di 240.499, 39 con un contributo già assegnato di 96 mila 199,75».
Originariamente il Comune puntava a riportare all'efficienza le sciovie Paloni e Marocco, un sogno da circa 7 milioni di euro che non andò in porto. «Ci provammo fino alla fine: nel 2006 mi rivolsi personalmente al ministro delle finanze Tremonti per illustrargli il nostro piano di rilancio e ottenere un finanziamento statale, ma non andò in porto», rammenta Rossi.
Così sindaco e assessori pensarono bene di far di necessità virtù. «Abbiamo deciso di partire da un progetto molto più semplice, che potrà eventualmente essere sviluppato in futuro, con l'auspicio che sia finalmente realizzato quel comprensorio unico del Baldo che potrebbe essere gestito dal Consorzio pubblico Funivia Malcesine-Monte Baldo, con cui ci sono stati frequenti contatti», fa sapere. «Ci auguriamo cioè di riuscire a fare partire la struttura, anche in modo modesto, contando sull'appoggio di tale società che sarebbe in grado di fare poi investimenti più importanti».
Come «primo passo» l'opera ha un target ad hoc: «La stazione sarebbe dapprima volta a soddisfare soprattutto le esigenze di famiglie con bambini, fascia di popolazione che frequenta molto Novezza e che, grazie alla novità, salirebbe ancor più frequentemente garantendo incrementi di presenze importanti per il paese. Non parliamo in modo astratto», nota, «Novezza ci pare infatti molto avvantaggiata data la vicinanza al casello di Affi da cui dista appena 25 minuti».
Nei dettagli il progetto preliminare, curato dalla Funiplan di Ora di Bolzano, prevede un tappeto di risalita lungo 260 metri, della portata di circa 1.400 sciatori l'ora, di modesta inclinazione e con una velocità di 0,6 metri il secondo, utilizzabile soprattutto da bimbi e principianti. Sarebbe accanto alla strada provinciale 8 del Baldo, dove partivano i vecchi impianti. Il sistema d'innevamento programmato prevede due generatori di neve per la pista di discesa servita dal tappeto, che funzionerebbero con temperature di circa 2 gradi sotto lo zero, indicativamente da novembre a marzo. «Sparerebbero solo acqua, senza additivi chimici», assicura Rossi, «e, se nevicherà come quest'anno, non saranno nemmeno usati».

Barbara Bertasi

commenti - 1

  • 1
pagine
2
di
15
1alb.valente - 16/10/2009 09:43

e' bastata un'annata di nevicate straordinariamente abbondanti per decidere di investire tutti questi capitali? e se nei prossimi anni (come successo recentemente) la neve arrivera' dopo le vacanze di natale? mi sembra: 1) assurdo investire in nuovi impianti di risalita 2) investire in impianti di risalita a quote cosi basse

pagine
2
di
15
  • 1

partecipa. inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.