Catullo, Verona prende tempo
e studia una doppia strategia
AEROPORTI. Lunedì un nuovo vertice in attesa dell’assemblea dei soci che dovrà decidere sull’aumento di capitale. Incontri in Comune e Provincia Molgora: «Non siamo in guerra. Ma è necessaria una soluzione che sia utile per il territorio»
Verona. Il sistema Verona prende ancora tempo per scegliere quale linea adottare di fronte all'intenzione di Brescia di gestire in modo autonomo l'aeroporto Gabriele D'Annunzio di Montichiari. A fronte di una richiesta non pervenuta loro ufficialmente, i soci veronesi dell'aeroporto Catullo, riuniti ieri in municipio, hanno messo in campo due ipotesi-strategie, da definire ulteriormente in una successiva riunione. Prima, comunque, dell'assemblea dei soci di mercoledì che dovrà decidere sull'aumento di capitale del Catullo (servono 40 milioni).
Se la concessione dello scalo di Montichiari dovesse restare così com'è, Brescia potrà anche avere la maggioranza, nel gestirlo. Se la concessione dovesse invece andare a Brescia, Verona e Trento avrebbero quote simili, tali da garantire a tutti di incidere sulle scelte. In pratica, così, nessun socio potrebbe decidere da solo. Queste le piste analizzate in municipio, alla presenza del sindaco Flavio Tosi, del presidente della Provincia Giovanni Miozzi, del presidente della Camera di Commercio Alessandro Bianchi e di rappresentanti di Confindustria Verona, Fondazione Cariverona e Banco Popolare.
Nella tarda mattinata, però, Verona ha ospitato un altro incontro. In Provincia è giunto Daniele Molgora, presidente leghista della Provincia di Brescia, sottosegretario all'economia, riunitosi con Miozzi e con il presidente della Camera di Commercio Bianchi. Sulle intenzioni e sulle mosse concrete di Brescia su Montichiari c'era più di un punto di domanda, da parte dei soci veronesi. Secondo una «vulgata» (ma che il presidente della Camera di Commercio di Brescia, Franco Bettoni, ha detto non essere ancora ufficiale) Molgora avrebbe già mandato avanti un piano per scorporare il ramo d'azienda di Montichiari dal Catullo. E, dopo aver ottenuto la maggioranza e la concessione, creare un sistema aeroportuale con Milano Malpensa e Bergamo-Orio al Serio coinvolgendo però anche Verona, Bolzano, Mantova e Cremona. In cambio, Brescia parteciperebbe alle ricapitalizzazioni di Montichiari e del Catullo, pagando intorno ai 50 milioni.
Sullo stato dell'arte della partita Miozzi, Molgora e Bianchi si sono confrontati per un'ora e mezza. All'uscita, Molgora spiega che «questo incontro è servito per stemperare un po' il clima, ma anche per parlare della partecipazione della nostra Provincia nell'autostrada Serenissima Brescia-Padova e della proposta di un Comitato delle Province del Garda, che discuta di politiche territoriali comuni su turismo, ambiente e gestione dell'acqua».
Ma sull'aeroporto le posizioni si avvicinano? «Sono diverse e ne stiamo discutendo», dice Molgora. «Brescia è compatta su una, ma il sistema Verona vuole acquisire altri particolari. Il nodo è la concessione per gestire Montichiari: Brescia cerca di arrivare ad averla, ma io dico che l'alleanza con Verona è imprescindibile perché solo così si ottengono risultati positivi. E questo vale anche per la Serenissima», aggiunge Molgora, che lunedì sarà ancora a Verona, con Bettoni, a incontrare Bianchi e Miozzi. «Il tempo però stringe», conclude, «perché presto c'è l'assemblea dei soci. Comunque, Brescia non è in guerra con Verona e dobbiamo trovare una soluzione utile al territorio». Molgora, quindi, apre a un coinvolgimento della Province di Brescia e Verona, e Trento, nel dettare le linee di gestione aeroportuale. Bianchi: «Incontro chiarificatore, in un clima cordiale». Miozzi: «Utile il confronto».
Si discute ancora, però, di strategie. Montichiari serve a Brescia per sviluppare la funzione cargo. Trova però riscontri la voce di un piano più esteso. Un altro bresciano, Alcide Leali, fondatore di Air Dolomiti poi venduta a Lufthansa, ha rilevato il ramo cargo da Alitalia e potrebbe avere interessi per sviluppare proprio a Montichiari il trasporto merci. C'è poi la Serenissima. Brescia potrebbe cedere quote, anche per trovare i soldi per pagare a Verona Montichiari. La partita è ancora aperta.
Enrico Giardini
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